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Alexis Tsipras a un passo dalle dimissioni?

Dopo l’accordo con la UE la maggioranza si spacca, ora si parla con insistenza di un governo di emergenza che traghetti i greci a nuove elezioni entro fine anno.

TsiprasPreoccupato

Giorni drammatici per la Grecia e il premier Alexis Tsipras

Questo articolo è pubblicato su: Agoravox_25

Il ministro del Lavoro greco, Panos Skurletis, ha annunciato che molto probabilmente ci saranno nuove elezioni entro fine anno, fino ad allora si sta pensando a un governo di ampia coalizione o all’ipotesi di un sostegno esterno dell’opposizione per attuare le riforme concordate con la zona euro.

In questo momento c’è un problema con la maggioranza di governo”, ha confermato Skurletis alla televisione di Stato, riferendosi al dissenso interno che si è determinato dopo la notizia dell’accordo con i partner europei.

Atene verso un governo di emergenza

L’ipotesi di un’ampia coalizione d’emergenza è sempre stata scartata a più riprese dal primo ministro Alexis Tsipras, e questa evenienza potrebbe comportare le sue dimissioni. Anche se il premier e il ministro delle finanze greco, Euclides Tsakalotos, sabato 11 luglio avevano ottenuto il pieno mandato parlamentare per negoziare con la UE, grazie al forte sostegno da parte dei partiti di opposizione, tra le fila del Syriza si era già aperto un fronte di protesta, che oggi è ancora più forte e determinato.

17 deputati di Syryza si sono astenuti, 8 risultavano strategicamente assenti, ivi compreso l’ex ministro Yanis Varoufakis, e 2 avevano addirittura votato contro.

Situazione politica nel caos

Tra gli astenuti c’era pure il ministro dell’energia, e portavoce della parte più radicale di Syriza, Panayotis Lafazanis, e il vice ministro della sicurezza sociale, Dimitris Stratulis. Sembra che i due ministri siano intenzionati a dimettersi a breve, o che comunque vengano spinti a farlo, in quanto in palese dissenso nei confronti del governo in questa delicata fase.

Il ministro Skurletis ha dichiarato che: “Non posso biasimare chi non è in grado di dire ‘‘ a questo accordo e nessuno sta cercando di affermare che questa intesa ci rappresenti in qualche modo, ma il governo deve continuare a lavorare”.

Skurletis ha anche invitato i due colleghi di governo in dissenso a rimettere subito il loro mandato nelle mani del premier Tsipras, affinché egli possa prendere le decisioni conseguenti e dare corso agli impegni presi con i partner europei. Da parte sua, anche il portavoce parlamentare di Syriza, Nikos Filis, ha sollecitato tutti i deputati del partito a collaborare con il premier in modo che le misure urgenti, contenute nel documento d’accordo, siano approvate entro i termini assegnati, considerando essenziale seguire questo metodo per legiferare senza intoppi.

Il caos interno alla maggioranza di governo sarà inevitabile, di fatto Atene ha accettato alcune delle misure precedentemente respinte, tra cui la riforma delle pensioni e la liberalizzazione del mercato del lavoro che, tra l’altro, il Parlamento greco dovrebbe legiferare entro mercoledì 15 luglio. Il tempo per convincere chi dissente non è certo ampio, proprio per questo la situazione politica greca sarà in costante ebollizione per i prossimi due giorni.

Poi sarà anche peggio.

Anche Yanis Varoufakis dice la sua

L’ex ministro delle finanze, Yanis Varoufakis, ha preannunciato la pubblicazione di un articolo a sua firma che apparirà giovedì 16 luglio sul quotidiano tedesco ‘Die Zeit‘. Nel suo blog Varoufakis precisa che risponderà a due semplici domande, rispetto all’accordo oggi raggiunto dal governo ellenico con i creditori europei: “1) Sono convinto che si tratti di un piano che funzionerà? 2) Considero questo piano un bene per l’Europa?“. L’ex ministro ha anche precisato: “Tsipras sapeva bene che io non avrei mai firmato un accordo simile, piuttosto mi sarei tagliato il braccio destro“.

Con tali premesse, è certo che l’articolo di Varoufakis su ‘Die Zeit’ del 16 luglio sarà una delle letture politiche più interessanti della settimana, per cui ci aggiorneremo in seguito.

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