18102017Headline:

Altri 10 parlamentari M5S lasciano il movimento

I 10 Parlamentari del M5S

Dieci parlamentari, nove deputati e un senatore, si aggiungono ad altri esclusi o fuoriusciti dal Movimento 5 stelle. Si tratta dei deputati Tancredi Turco, Walter Rizzetto, Aris Prodani, Samuele Segoni, Mara Mucci, Eleonora Bechis, Marco Baldassarre, Sebastiano Barbanti, Gessica Rostellato (quella che non saluta la Bindi, ndr), e il senatore Francesco Molinari.

“Noi vogliamo cambiare l’Italia e farlo con coerenza e responsabilità”.

Lo afferma la deputata Mara Mucci in una conferenza stampa alla Camera annunciando l’uscita dal Movimento 5 stelle dei dieci parlamentari.

“Il Movimento è nato per cambiare le cose e per questo oggi abbiamo rassegnato le dimissioni dal gruppo. Tra non capire e rimanere in silenzio abbiamo scelto di ribellarci ancora una volta”.

dimissioni-nel-m5sSembra una scelta di coerenza, anche abbastanza coraggiosa, ma nessuno di loro, finora, aveva mai aperto un dibattito interno esprimendo apertamente il loro dissenso. Non è una novità che nei partiti nascano al loro interno delle opinioni diverse e/o delle divergenze, a volte anche molto marcate e forti. Non per questo uscire dal partito che ti ha permesso di portarti in Parlamento è la mossa più coerente che ci sia.

Esiste il caso Alfano che, però, abbandonando il centro destra di Berlusconi ha poi fondato un altro partito. Esiste Civati, Bersani, Puppato e altri nel PD che si distinguono chiaramente essendo in totale dissenso con il segretario premier Renzi. Ed esiste Fitto in FI che ne dice di cotte e di crude contro la politica di appoggio a Renzi da parte di Berlusconi. Molti sono gli esempi di “lotte” interne per far “cambiare” la linea al partito. Non sempre ci si riesce, ma è così che si fa per coerenza e correttezza rispetto all’organizzazione che ti ha permesso di essere dove sei.

Forse per cambiare l’Italia, e farlo con coerenza e responsabilità, non serve uscire da un partito per entrare in un altro, magari proprio quello contro cui hai combattuto fino a ieri, senza però mai distinguerti e differenziarti apertamente.

Il coraggio e la coerenza la si dimostra lottando per i propri ideali, anche e soprattutto all’interno del partito con cui ti sei candidato, anche e soprattutto quando sei in palese contrasto e soffri, discuti, interagisci con altri per portare la tua idea e per acquisire nuovi consensi. Altrimenti, mollare e andare al Nazareno per discutere con il “nemico” Renzi, altro non è che una scelta di convenienza personale che nulla ha a che vedere con il “cambiamento”.

Tutto ciò, anzi, non fa cambiare nulla e ci porta inesorabilmente a somigliare sempre più alla prima Repubblica dove, almeno allora, i politici erano di una caratura ben diversa dagli attuali.

E lo erano nonostante tutto.

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