23092017Headline:

Attenti a quei tre (Istituti bancari)

CrackBankNon tutto è quel che sembra, soprattutto quando si parla di banche. Da più parti si sono levati gli scudi per difendere gli istituti bancari italiani. In molti, politici in testa, hanno sempre sostenuto che il sistema creditizio del nostro paese è fra i più evoluti, stabili e forti.

Ma per qualche istituto non è propriamente così, c’è banca e banca e non tutte sono “evolute, stabili e forti”. Purtroppo, per noi tutti, alcune di queste non sono nemmeno così piccole.

ubibankUBI BANCA

A novembre 2014 la giuria internazionale di “The Banker, Gruppo Financial Times”, ha premiato i risultati ottenuti dal gruppo UBI Banca nel rafforzamento della solidità patrimoniale, nell’abbassamento del profilo di rischio, nella strategia di controllo dei costi e nell’innovazione di prodotto.

Per “The Banker, Gruppo Financial Times”, quindi, la UBI Banca è la “Banca dell’anno in Italia“.

Mentre i vertici gongolano ancora per tale riconoscimento, qualche giorno fa le sedi di Ubi Banca sono state perquisite della Guardia di Finanza, per ordine della Procura di Bergamo. L’accusa è di ostacolo alla vigilanza. Nell’inchiesta i procuratori e le fiamme gialle ipotizzano presunte irregolarità durante le assemblee della banca, sia nel 2013 che nel 2014, nel corso delle quali sono stati eletti il Consiglio di Sorveglianza e il Consiglio di gestione dell’istituto. Secondo l’accusa sarebbero state raccolte illegalmente deleghe in bianco e anche deleghe con firme falsificate. Come non bastasse, già nel maggio 2014 l’inchiesta della Procura di Bergamo aveva contestato ai vertici di Ubi banca, e anche di Ubi leasing, i reati di ostacolo alle funzioni di vigilanza e solo a Ubi leasing quelli di truffa e riciclaggio. Altresì, il reato di ostacolo all’attività di vigilanza si riferisce a presunte, gravi anomalie nella modalità di comunicazione riguardo alle indicazioni dei vertici di Ubi Banca, nata dalla fusione di Banca Popolare di Bergamo e altre Banche Popolari.

E’ del tutto chiaro che “The Banker, Gruppo Financial Times” ha premiato la “facciata” di un gruppo bancario inaffidabile.

BancaEtruriaBANCA DELL’ETRURIA

La Banca dell’Etruria è stata commissariata per “gravi perdite del patrimonio”, a seguito delle prime risultanze degli accertamenti ispettivi di Bankitalia. Le perdite sono state provocate da “consistenti rettifiche sul portafoglio crediti”. Giorni fa il Ministero dell’Economia e delle Finanze, su proposta della Banca d’Italia, ha disposto lo scioglimento degli organi con funzioni di amministrazione e controllo. Con provvedimento della Banca d’Italia del 11.2.2015 sono stati nominati Riccardo Sora e Antonio Pironti, quali Commissari straordinari, e Paola Leone, Silvio Martuccelli, Gaetano Maria Giovanni Presti, quali componenti del Comitato di Sorveglianza.

Il vice Presidente di Banca Etruria era, almeno fino al 11 febbraio scorso, il padre del Ministro Boschi. Questo dato sarebbe insignificante se non fosse che tutti si lavano la bocca con la questione morale per poi verificare che “chi più ne dice, più ne fa”.

mpsMONTE DEI PASCHI DI SIENA

Il più antico istituto bancario al mondo, ma anche il più grande fallimento degli “stress test” dell’Eurozona dello scorso anno. Per questo il Monte dei Paschi di Siena è oggi al centro dei riflettori dopo aver annunciato che l’importo dell’aumento di capitale sarà più pesante di quanto inizialmente reso noto: ben 3 miliardi di euro e non 2,5 come annunciato a novembre.

Mps ha ricevuto 4 miliardi di euro dal Ministero del Tesoro, i famosi “Tremonti bond” e poi i “Monti Bond”, di cui 3 miliardi sono stati rimborsati lo scorso anno dopo l’ennesimo aumento  di capitale (il terzo in due anni) della Banca. Nel 2014 Mps ha pagato inoltre gli interessi relativi al 2013, per circa 350 milioni di euro, attraverso l’emissione di nuovi titoli, che sono stati subito riacquistati grazie ai proventi dell’aumento di capitale. Ma Mps deve ancora finire di saldare i suoi debiti con lo Stato e pagare gli interessi relativi al 2014, che sono di 240 milioni di euro circa.

Non è un dato scontato che Mps riesca a saldare i debiti nei confronti dello Stato, per cui è molto probabile che il Tesoro divenga socio della banca con una partecipazione superiore all’11%, diventando così il primo azionista di Mps. Tale quota potrebbe anche salire ulteriormente se l’istituto non farà fronte all’aumento di capitale richiesto portando a quattro il numero delle ricapitalizzazioni della banca nel biennio.

Non c’è che dire, è ormai molto probabile che lo Stato (cioè noi tutti) sarà socio proprio di una bella banca.

Logo_UnicreditUNICREDIT

No, non è il quarto istituto e pertanto non è nemmeno sbagliato il titolo dell’articolo. Lo inserisco solo perché fra un po’ tocca a lui.

Leave a Reply

You must be Logged in to post comment.