24092018Headline:

Cercasi un salvatore per l’Italia

Pd-spaccato-400x215Non certo per infierire ulteriormente, in molti hanno dato l’estrema unzione al malato terminale che si fa chiamare Partito Democratico, ma la situazione è grave e serve trovare un salvatore in grado di farci uscire da questa situazione imbarazzante, per il nostro bene .

Qui non serve più avversare qualcuno, non ci si glorifica esultando al cospetto della morte di un partito come quello dell’ex segretario Bersani: qui si va a rotoli. Chi non è a favore del centro sinistra, coloro che lo hanno avversato con più o meno convinzione, possono ritenersi soddisfatti e stare tranquilli, ormai non può più fare nulla, è imploso. Ora si vada oltre, non possiamo scherzare giocando sulla pelle dei cittadini.

E’ l’ora del rispetto!

Giulio Andreotti, autentico genio oscuro della politica italiana, fra le molte frasi celebri ne ha detta una significativa: “In politica non ci devono essere regole, serve solo stare attenti agli errori“.

Pertanto, si evitino gli errori e, in particolar modo, l’accanimento terapeutico a cui siamo sottoposti con le rose di nomi nuovi e diversi a ogni singola votazione. E’ chiaro che, con il centro sinistra così lacerato, non ci sono margini per sviluppare un governo, men che meno di larghe intese, visto che nemmeno quelle “strette” sono andate meglio, quindi, ora serve solo un presidente della Repubblica che ci salvi dall’imbarazzo. Costui potrà sciogliere le Camere, valutare altre strade, puntare a un governo d’emergenza nazionale o altro. Qualsiasi cosa è meglio di questa lenta agonia politica.

Le responsabilità verranno “punite” nelle urne, ora fermiamo questa mattanza istituzionale.

Ho profetizzato che, alla fine, verrà eletto presidente della Repubblica Giuliano Amato, ma spero tanto di sbagliarmi. Purtroppo, però, se dovesse vincere il sistema creato in questi vent’anni, sarà quello il nome che catalizzerà tutti i partitocrati che ci hanno portato così a fondo. Il salvatore per davvero, invece, si chiama Stefano Rodotà. Uomo certamente non estraneo alla politica della prima e seconda Repubblica, ma serio, competente e, soprattutto, onesto e fuori da qualsiasi gioco. Amato, D’Alema, Cancellieri e altri non potrebbero mai rappresentare l’unità della nazione, non tanto perché di minor spessore, bensì perché sarebbero di parte. E abbiamo visto i risultati quando si propone un uomo o donna di parte: il caos.

A coloro che insistono a dire che Rodotà è espressione del Movimento 5 Stelle, devono stare tranquilli: la storia di Rodotà è chiara a tutti e garantisce, tra l’altro, che non vi siano incidenti, tipo il problema di ipotesi inciuciosi o altro. Tutto il resto è strategia ed emerge chhiaramente che, finora, nessuno è stato in grado di dimostrare di conoscere e applicare alla lettera il “Manuale Cencelli“.

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