20112017Headline:

Come dice Grillo, senza un governo… si può fare!

governo_di_salvataggio-2-913b4Ingovernabilità è la parola d’ordine del momento.

Ma è davvero così ingovernabile il nostro paese?

Le recenti elezioni hanno testimoniato che c’è qualcosa che non va nella legge elettorale. Bella forza, era da tempo immemore che si conoscevano tutte le insidie di un porcellum voluto dal centrodestra, ma mai messo in discussione da nessuno, ma proprio nessuno. Tutti lo deplorano, tutti ne invocano la modifica. Tutti d’accordo, quindi, a cambiare modalità elettorale, ma nulla è stato fatto, né con il governo del centrosinistra, né con quello del centrodestra né, ancora meno, da quello tecnico.

A che serve un governo, quindi, se non fa le cose minime necessarie alla vita normale del paese?

Siamo assillati e circondati dai principi economici dettati da un’Europa sempre più distante dai bisogni reali della gente, dalla crisi, dalla necessità di cambiare la politica riformandola compiutamente, dalla recessione, dal lavoro che non c’è, e da molto altro ancora che peggio di così non è possibile. Mentre ci concentriamo sul conflitto d’interessi, sull’euro, sulle banche da salvare, gli F-35 da acquistare, l’Ilva da garantire e Berlusconi da condannare, il paese va alla deriva. Sono tanti i problemi, come tante sono le incognite sul futuro di tutti noi, ma ora si deve imparare a cambiare registro, se non ci riusciamo, andiamo a carte quarantotto in men che non si dica.

Nessuno ha la verità in tasca, ma davvero serve un governo per governare?

L’avevamo un governo con Berlusconi, l’avevamo anche con Prodi e D’Alema, e pure con Monti. E siamo arrivati fino a oggi, all’attuale situazione di ingovernabilità.

Quando c’erano i governi, che tutti invocano a gran voce, hanno davvero governato come si deve? Hanno risolto i problemi che ci assillano? Io dico di no, anzi, li hanno peggiorati!

Un esempio a caso: le pensioni. Le varie riforme delle pensioni sono state fatte sia dal centrosinistra sia dal centrodestra, e pure dal governo tecnico. E come siamo messi? Siamo messi che, molto probabilmente, nessun giovane andrà mai in pensione, e forse anche qualche soggetto meno giovane. Un altro esempio a caso: la riforma del lavoro, anch’essa approvata più volte da destra, sinistra e tecnici. Risultato: il lavoro è scomparso. Ce ne sono a centinaia di esempi di riforme fatte e rifatte, ma le cose sono andate sempre peggio.

Quindi, a questo punto serve davvero un governo? E per fare cosa? Otto punti di Bersani o i venti punti del M5S?

Ho già scritto su Reset-Italia e AgoraVox Italia questo stesso articolo, oggi ancor più attuale che mai, quando asserisco che un governo serve per fare quello che il paese ha bisogno. E oggi serve lavoro, non solo i matrimoni gay. Oppure serve far crescere l’economia dando respiro alle imprese, non solo finanziare il salvataggio di MPS e le banche. O, ancora, serve sostenere i tanti disoccupati che hanno perso il lavoro, non solo discutere dei costi della politica. Ci sono tante cose che servono, anche molto di più di un governo o, almeno, non certo del tipo visti finora.

A questo punto tutti sono autorizzati a pensare che le cose che servono al paese si possono fare solamente con un governo in carica. Vero, addirittura sacrosanto.

L’articolo 70 della Costituzione Italiana prevede che: “La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere”.

Quindi c’è chi può fare le leggi. Sicuri che serve sempre e solo un governo?

Il successivo articolo 71 della Costituzione è ancor più importante e prevede che: “L’iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale. Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli.

Chi dice che per governare serve per forza un governo, dice una sacrosanta castroneria.

Come si può bene interpretare dagli artt. 70 e 71 della Costituzione Italiana, il potere legislativo lo esercita solamente il Parlamento, non il governo. Il governo ha l’onere dell’iniziativa, quale strumento propositore delle leggi da fare. Ma questo onere non appartiene solamente al governo, bensì anche a ciascun membro delle Camere (fra governo e ciascun membro c’è la virgola, il che significa che, le varie opzioni offerte, non escludono il diritto delle altre) e agli organi ed enti previsti (“e” quale congiunzione: cioè libera opzione dell’una o dell’altra). Inoltre, spetta (non è scritto potrà anche spettare, bensì “spetta”: cioè indica un diritto imperativo) al popolo esercitare l’iniziativa…

Grillo nel suo blog esterna esattamente lo stesso principio che condivido, avendolo scritto anche prima di lui, quando afferma che: “C’è stato un sovvertimento silenzioso delle Istituzioni contro lo stesso spirito della Costituzione: “art. 76. L’esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti, art.77. il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria.”. Se l’Italia è senza governo (in realtà è in carica il governo Monti) ha però un Parlamento che può già operare per cambiare il Paese. Non è necessario un governo per una nuova legge elettorale o per avviare misure urgenti per le pmi o per i tagli delle Province. Il Parlamento le può discutere e approvare se solo volesse sin da domani. Si fa passare l’idea che senza Governo il Paese è immobile, congelato, in balia dello spread, delle agenzie, ma si tace sul fatto che le leggi per le riforme possono essere discusse e approvate senza la necessità di un governo in carica.

In pratica, il governo c’è ed è quello presieduto da Monti che, fino a prova contraria, è tuttora esistente, anche se nessuno lo vede. Non che sia il massimo cui aspirare, ma potrebbe benissimo bastare per riformulare la legge elettorale, unico scoglio alla governabilità futura.

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