16092019Headline:

Con le sanzioni l’Europa è più debole

L’Europa si sta sgretolando proprio davanti ai nostri occhi, ma nessuno sembra vederlo.

L’Unione europea viene considerata da Trump come ‘irrilevante’ agli occhi del resto del mondo e, secondo il presidente USA, merita di avviarsi verso l’estinzione.

Eppure l’Europa conta su un gruppo di 28 paesi fra i più industrializzati, con circa 500 milioni di cittadini e con un’economia combinata pari a diciannove trilioni di dollari. In pratica circa lo stesso degli Stati Uniti.

Eppure i leader europei e la stessa dirigenza UE si piegano al dettato di Washington in quasi ogni aspetto importante della vita sociale, politica ed economica.

La UE ha accettato, sempre agli ordini di Washington, di sanzionare la Russia, il Venezuela, l’Iran e una miriade di altri paesi che non hanno mai fatto alcun danno a nessuno dei 28 Stati membri. Anzi, la UE ha accettato l’umiliazione delle imposizioni militari da parte della NATO, minacciando la Russia e la Cina con basi militari sempre più avanzate verso Mosca e Pechino, al punto che la politica estera di Bruxelles è fondamentalmente guidata dalla NATO senza alcuna possibilità di parola.

Fin dall’inizio era chiaro che il regime di sanzioni degli Stati Uniti imposto alla Russia e a tutti i paesi che si rifiutavano di sottomettersi ai capricci e alle regole di Washington, direttamente e attraverso la UE, stava danneggiando economicamente l’Europa più che la Russia stessa. Ciò vale in particolare per alcuni dei paesi dell’Europa meridionale, la cui economia dipendeva più dal commercio con la Russia e dall’Eurasia che da altri paesi della UE, come l’Italia per esempio, ma anche Francia e Germania.

Il disastro delle sanzioni ha finito per colpire più forte la UE dopo che Trump ha deciso unilateralmente di abrogare l’affare nucleare con l’Iran e di reimporre pesanti sanzioni a quel paese e a tutti coloro che farebbero affari con l’Iran, in primis la Germania, a seguire l’Italia. I giganti europei degli idrocarburi hanno iniziato a perdere business e per questo Bruxelles ora alza la voce, attraverso la Germania, iniziando a borbottare e minacciando di non seguire gli Stati Uniti rispettando comunque gli accordi contrattuali che si sono stabiliti con l’Iran.

Troppo tardi, non si torna indietro e gli USA minacciano dazi e sanzioni persino alla EU se non ‘collabora’. Ma Trump non sta ricevendo grandi soddisfazioni comunque, se da un lato la UE obbedisce senza grandi reazioni, dall’altra parte il gigante della benzina franco-britannico Total, che prima trattava con l’Iran, ora ha spostato la sua fonte di approvvigionamento verso la Russia.

Russia quindi, non Stati Uniti, come era ovviamente l’intento di Washington.

Ma ormai il danno è fatto, la UE si sta lentamente suicidando, e più della metà della popolazione europea vuole uscire dalle zanne di Bruxelles. Ma nessuno ancora li ascolta. Ecco perché la gente protesta ovunque, in un modo o nell’altro, in Germania, Francia, Regno Unito, Belgio, Paesi Bassi, Italia, Ungheria, Polonia; la lista è quasi infinita.

La UE si è chinata da troppo tempo per compiacere i desideri di grandezza di Washington, la gente inizia a capire, e il momento di reagire è ormai giunto.

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