24042018Headline:

Crisi? Ecco la cura voluta dal Presidente islandese!

Ólafur Ragnar Grímsson

Ólafur Ragnar Grímsson

Ólafur Ragnar Grímsson è stato eletto Presidente dell’Islanda nel 1996. E’ stato poi rieletto nel 2000, nel 2004, nel 2008 e pure nel 2012.

Scarsa democrazia? Mancanza di una mentalità che punta al ricambio generazionale? La vittoria della “casta” sul Popolo?

No, niente di tutto questo. Alla faccia di chi, per rinnovare un paese, dice che serve il “rinnovamento” della classe politica, Grìmsson è la prova del contrario. Lui, il Popolo lo adora e la cosa magnifica è che viene da questo ricambiato.

Come mai?

Due sono gli aspetti fondamentali:

  1. Il primo consiste nel fatto che non ha MAI seguito le politiche ortodosse che da trent’anni in qua si sono imposte in Europa e nel mondo occidentale. Grìmsson ha lasciato che le banche fallissero, non le ha salvate, non ha chiesto aiuti al Fondo Monetario Internazionale e, men che meno, alla Banca Centrale Europea. Lui, le banche, le ha trattate come fossero imprese: chi non ce l’ha fatta, è fallita. Una situazione grave, come è grave quella di molte imprese italiane ed europee, ma chi non ce l’ha fatta in Islanda, ha subito il fallimento e, questo, ha permesso di riequilibrare molte cose, primo fra tutti, la stabilità economica dell’intero “sistema” del paese. La nazione, presieduta da Grìmsson, ha voluto instaurare severissimi e accurati controlli sui cambi, sui movimenti bancari, sugli investimenti e sulle transazioni delle banche (non dei cittadini, quindi). Ha protetto lo stato previdenziale, le imprese e il lavoro, rifiutandosi di applicare l’austerità imposta dalla UE in modo brutale.
  2. La seconda iniziativa è che il paese islandese ha subito preso coscienza del fatto che la crisi non è solamente economica e finanziaria, bensì è profondamente una crisi politica, democratica e perfino giudiziaria. Grìmsson, e il governo da lui voluto si è, quindi, prodigato a prevedere profonde riforme politiche, democratiche e anche giudiziarie nominando una commissione d’inchiesta, presieduta da un Giudice speciale, a cui è stato dato l’incaricato di investigare su chi gravava la responsabilità della crisi nazionale. Questo modo di operare ha permesso all’Islanda di affrontare una sfida incredibile e in modo molto più intelligente rispetto alla semplice attuazione di politiche di rigore finanziarie o di bilancio.

In Islanda è stata compiuta una vera e propria rivoluzione civile, prima ha dimesso il governo in carica al completo, poi si è passati alla nazionalizzazione delle principali banche, infine il Parlamento ha deciso di non pagare i debiti che queste avevano contratto con la Gran Bretagna e l’Olanda. Infine hanno riscritto la costituzione attraverso un’assemblea popolare.

In un’intervista Grìmsson ha dichiarato: “I cittadini islandesi hanno dovuto fare importanti sacrifici e così devono fare altri paesi che attraversano un periodo difficile. Se c’è la volontà politica di garantire la socialità, accompagnando così i sacrifici, allora i programmi possono funzionare e le riforme possono andare di pari passo con la coesione sociale.

Un’altra perla di saggezza di Grìmsson è quando dichiara che: “Le banche non sono lo strumento per risolvere la crisi, bensì sono la principale delle cause. Anzi”, prosegue il premier islandese, “più sono solide economicamente e più pericolose saranno per la nazione. Se si vuole che l’economia fiorisca, un settore bancario forte e di successo, è necessariamente un fatto negativo.

Vale la pena fare una riflessione aggiuntiva, al di là dei nostri pensieri quotidiani.

6 Responses to "Crisi? Ecco la cura voluta dal Presidente islandese!"

  1. Roberto Barcellona ha detto:

    dite anche che ci sono mandati di cattura per i banchieri che nel frattempo sono scappati (casualmente…) ricercati dall’Interpol…. giusto per completare la notizia. (fonte Wikipedia)

    • E’ vero, ma non solo in Islanda gli speculatori bancari sono stati senza scrupoli, anche in USA le banche sono il principale problema, e hanno come alleati pure le agenzie di rating. Come è successo con la Lehman Brothers, Il giorno prima di fallire contava su un rating alto e, il giorno dopo, è crollata a picco.

  2. i3blogghisti ha detto:

    Ne parlavo proprio oggi con un mio collega, che io ricordi l’Islanda è l’unico paese in cui il governo ha fatto fallire le banche invece di salvarle a tutti i costi (facendo pagare alla gente comune i disastri fatti dagli speculatori), ce ne fossero di presidenti così! Ma…non è che ha un po’ di tempo libero per venire a governare anche in Italia???

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