26072017Headline:

Elezioni USA? Si perde sempre!

Le elezioni negli Stati Uniti si svolgono scegliendo fra due candidati: un democratico e un repubblicano.

In realtà negli USA esiste un solo partito: il partito del governo permanente.

clinton-trump

È solo un ‘caso fortuito’ il fatto che alcuni chiamano una coalizione “democratici” e l’altra “repubblicani”. In effetti le differenze sono superficiali ed entrambi sostengono le stesse cose: la guerra permanente; Israele; l’immigrazione clandestina; odio verso la Russia, gli arabi e i musulmani. Che al governo ci sia l’uno o l’altro, il bilancio militare rimane sempre enorme, le spese per finanziare i vari servizi segreti, il cui compito principale sembra essere spiare cittadini americani e i paesi alleati, rasentano l’esagerazione.

Gli unici discorsi ‘seri’ negli Stati Uniti sembrano essere principalmente incentrati su una politica immateriale, di cose senza senso o le guerre fra razze e sesso. Niente discussioni che si concentrino su questioni importanti come la guerra, la pace o la disoccupazione.

Ogni volta che qualcuno tenta di creare un terzo ‘polo’ politico entrano in gioco i potenti mezzi d’informazione americani, li gogna come estremisti o quantomeno eccentrici. I pochi grandi poteri dell’informazione, gestiti da multinazionali che controllano la maggior parte di radio, televisione e giornali nazionali, predicano la stabilità dei due partiti politici e sostengono che ulteriori gruppi rischiano di indebolire la nazione. A fronte di tutto ciò, la campagna elettorale resta a livello scarso, quasi blanda, insensata e inutile. Non tocca grandi temi della nazione e del mondo, se lo fa è solo per attaccare l’avversario.

Da una parte Hillary Clinton ripete all’inverosimile la frottola che Donald Trump è in combutta con la Russia o che è un porco maniaco con le donne; dall’altra parte Trump vuole vedere la Clinton in galera per aver usato mail di un server non protetto per mandare messaggi (non si sa a chi) coperti dal segreto di Stato, violando così la sicurezza nazionale.

Ecco la campagna elettorale americana, è tutta qui.

I media statunitensi hanno dimenticato l’influenza di Hillary Clinton nei vari conflitti in Medio Oriente, come la Libia, l’Iraq, l’Afghanistan, la Siria. I media non citano lo scandalo continuo delle mail che spiegano il vero ruolo e la funzione della Fondazione Clinton, che pare svolga operazioni economiche diciamo poco trasparenti. In più, considerando l’ostilità della Clinton verso la Russia, la Siria e l’Iran, oltre al suo appoggio cieco e deferente verso Israele, non fa ben sperare per il futuro dell’America.

È vero, l’avversario della Clinton non è da meno, Donald Trump fa e dice cose oltraggiose, spesso disgustose. La sua grossolana e rude idea sulle donne non contribuisce a farlo diventare il miglior candidato per la Casa Bianca. La mancanza di Trump di vigore intellettuale, la sua tendenza verso il comportamento irregolare, i severi controlli sugli immigrati musulmani, significa solo incoraggiare il razzismo e altre cose simili, tanto da farlo considerare invero una “mina vagante“. Trump, inoltre, non sembra essere in grado di articolare un piano decente per migliorare l’economia americana, o per porre fine alla “guerra infinita” oppure di frenare le spese militari e dei servizi segreti.

Ma Trump ha una ragione, una soltanto: i brogli elettorali negli Stati Uniti. Da sempre esiste la certezza materiale di avvenuti brogli in America, e anche questa volta pare ci sia questo rischio.

Così non si saprà mai chi ha vinto veramente, e il mondo ne subirà le conseguenze.

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