20102017Headline:

Gli USA in perenne stato di guerra violando la Carta dell’ONU

I conflitti armati, in particolare quelli che vedono protagonista principale gli USA, continuano ad affliggere il mondo violando la Carta delle Nazioni Unite.

I presidenti USA Bill Clinton, Barack Obama e George Bush Jr.

I presidenti USA Bill Clinton, Barack Obama e George W. Bush Jr.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite è stata creata ‘per salvare le future generazioni dal flagello della guerra’. La Carta delle Nazioni Unite vieta l’uso della forza militare, tranne per autodifesa a seguito di un attacco armato da parte di un altro Stato o previa approvazione del Consiglio di Sicurezza.

Eppure i tre più recenti presidenti degli Stati Uniti hanno violato quel comando. Bush, Clinton e Obama hanno aggirato le Nazioni Unite ponendosi fuori dalla legalità rispetto alle leggi internazionali.

Guerra all’Afghanistan e all’Iraq

Nell’ottobre del 2001, George W. Bush ha portato gli Stati Uniti ad attaccare l’Afghanistan, anche se l’Afghanistan non aveva attaccato gli Stati Uniti quel giorno tragico dell’11 settembre. Dei diciannove uomini, che si dice siano stati coinvolti negli attacchi in America l’11 settembre, quindici di loro provenivano dall’Arabia Saudita, non dall’Afghanistan e nemmeno dall’Iraq. L’invasione americana dell’Afghanistan non costituiva pertanto una legittima difesa e, proprio per questo, a quel tempo il Consiglio di Sicurezza dell’ONU non aveva approvato l’uso della forza. Noncuranti del diniego dell’ONU, gli Stati Uniti hanno comunque attaccato e invaso l’Afghanistan, guerra che ha ormai una durata ancor più lunga di quella del Vietnam.

Poi l’America ha invaso l’Iraq, paese colpevole di custodire pericolose ‘armi di distruzione di massa’. Anche l’Iraq non ha mai attaccato gli USA e, a quanto pare, non è l’Iraq il colpevole degli attentati dell’11 settembre. Il responsabile dell’attacco all’America, sempre secondo quanto ci è stato detto, era Osama Bin Laden, leader dell’organizzazione terroristica chiamata ‘al-Qaeda’, oggi affiliata ISIS.  Se era Bin Laden il responsabile degli attacchi dell’11 settembre, allora era certo che trovasse rifugio in Pakistan, dove ha vissuto indisturbato per ben nove anni senza che nessuna Intelligence ne sapesse nulla, e solo sporadicamente si spostava in Afghanistan.  Per l’Iraq Bush ha cercato con ogni mezzo di garantirsi la copertura del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Anche se l’ONU ha rifiutato di autorizzare l’operazione ‘Iraqi Freedom’, Bush ha comunque fatto la sua guerra, beffandosi delle regole e prendendosi gioco delle Nazioni Unite in quanto ha utilizzato alcune precedenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza riferite alla prima guerra del Golfo, cioè quella voluta dal padre ed ex presidente George Bush Senior, nel tentativo di legittimare la sua guerra illegittima.

La guerra di Bush in Iraq è stata un disastro che ha determinato centinaia di migliaia di morti, la nascita di ISIS, e ha pericolosamente destabilizzato l’intera regione del Medio Oriente.

Guerra alla Libia

Il presidente USA Barack Obama e i suoi partner di Francia e Gran Bretagna si sono assicurati una risoluzione del Consiglio di Sicurezza che ha approvato una ‘No-Fly-Zone’ sulla Libia nel 2011. La risoluzione dell’ONU si riferisce alla necessità di ‘proteggere la popolazione’ da un potenziale pericolo di guerra civile.

Il paragrafo 138 della risoluzione ONU dice che:

Ogni singolo Stato ha la responsabilità di proteggere la sua popolazione da genocidio, crimini di guerra, pulizia etnica e crimini contro l’umanità”.

Il paragrafo 139 aggiunge che:

La comunità internazionale, attraverso le Nazioni Unite, ha anche la responsabilità di utilizzare appropriati mezzi pacifici diplomatici, umanitari e di altri, conformemente ai capitoli VI e VIII della Carta delle Nazioni Unite, per contribuire a proteggere le popolazioni dal genocidio, crimini di guerra, pulizia etnica e crimini contro l’umanità”.

È chiaro che la risoluzione dell’ONU pone l’obiettivo di salvaguardare la popolazione dalle malefatte di un pericoloso regime dittatoriale, ma gli USA, la Francia e la Gran Bretagna si sono impegnate in un cambio di regime forzato, agevolando la ‘rimozione anche fisica’ del presidente libico Muammar Gheddafi. Ucciso Gheddafi, USA, Francia e Gran Bretagna si defilarono dalla Libia lasciando il paese alla peggior rovina e mandandolo incontro a un’inevitabile guerra civile alimentata dalle forti divisioni interne esistenti fra le varie fazioni.

In pratica è successo il contrario di quanto previsto dalla risoluzione dell’ONU. Gli Stati Uniti e i suoi alleati non hanno protetto il popolo libico, il loro obiettivo era solo quello di far cadere Gheddafi, senza preoccuparsi delle conseguenze o di contribuire a costruire un governo in modo democratico e libero.

Guerra alla Siria

Nel 2011 in Siria è scoppiata una guerra civile fra le forze governative e le opposizioni. Sia l’Iran che l’Iraq, paese quest’ultimo che possiamo definire una ‘creatura’ degli Stati Uniti, sono alleati e combattono a fianco dell’esercito regolare siriano, fedele al presidente (legittimo) Asad. Il fronte dei ribelli in Siria è invece sostenuto dalla Turchia e soprattutto dai Paesi sunniti del Golfo, in particolare Arabia Saudita e Qatar che mirano a contrastare la presenza sciita in Medio Oriente.

Anche in ambito ONU si è verificata una profonda spaccatura tra Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, che sostengono i ribelli (molti dei quali militano nelle file di al-Qaeda e al-Nusra, entrambe organizzazioni affiliate all’ISIS, ndr) e Cina e Russia che invece sostengono il governo siriano sia in ambito diplomatico che militare.

A quanto risulta, la Siria non ha attaccato né gli USA né la Francia né la Gran Bretagna e tantomeno la Turchia, l’Arabia Saudita e il Qatar. Eppure i bombardamenti di questi Stati sono all’ordine del giorno in Siria, svolgendo una guerra mai dichiarata da nessuno. L’intervento russo è recente e immediatamente sono scattate le critiche da parte dell’occidente. Eppure la Russia e la Cina sono storici alleati di Asad che è tutt’ora il presidente legalmente eletto dal popolo. Asad sarà anche cattivo, brutto e dispotico, ma resta pur sempre il presidente legittimo.

La Siria avrebbe fatto la stessa fine della Libia, ed è questo l’obiettivo primario degli USA e i suoi alleati, ma pare abbiano sbagliato i calcoli e gli effetti sono comunque altrettanto devastanti.

La nascita dell’ISIS e i flussi migratori verso la UE

In definitiva la politica estera americana è una costante e palese violazione della Carta delle Nazioni Unite. Inoltre ha contributo fortemente alla nascita dell’ISIS e alla formazione del terrorismo internazionale. I soldati di al-Qaeda e al-Nusra sono finanziati e addestrati dalla CIA, dal Mossad e dall’MI6 per combattere il presidente Asad in Siria. Quel che appare sempre più evidente è che la situazione sia sfuggita di mano e, oltre al terrorismo, oggi ci vediamo costretti a vivere il problema dei flussi migratori che rischiano di far implodere l’intera Europa.

Da decenni gli USA si sono distinti come i destabilizzatori del Medio Oriente nascondendosi dietro la bandiera della lotta contro la malvagità e la tirannia. Eppure la politica americana non ha portato pace, democrazia, libertà e sicurezza in quell’area, anzi, i metodi usati dagli USA possono essere definiti ‘terroristici’. Per nulla pacifici, quindi, e non certo ispirati ai più alti valori di democrazia.

Obama ha dichiarato al G20 in Turchia: “L’ISIS è il volto del male”.

Ma gli USA, per caso, sono loro il ‘volto del bene’?

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