20112017Headline:

I ‘crimini di guerra’ commessi dagli americani in Medio Oriente

In Iraq, come in tutti paesi del Medio Oriente ‘liberati’ dagli americani, ci sono esempi agghiaccianti di crimini di guerra di enormi dimensioni, a totale responsabilità degli Stati Uniti.

UsaIraq

Un militare USA in lacrime

Quando si tratta di crimini di guerra gli Stati Uniti possono essere considerati come un ‘delinquente seriale’. Nell’aggressione all’Iraq nel 1991 tutti gli impianti di depurazione delle acque sono stati deliberatamente distrutti su ordine del governo statunitense, così come lo erano gli ospedali, le scuole, i negozi, i ministeri, i centri media e le stazioni radio. Tutti questi edifici sono stati rasi al suolo in tutto il paese. Oltre il cinquanta per cento del bestiame è stato distrutto, con essi anche le fattorie e gli allevamenti con l’obiettivo primario di riuscire ad ‘affamare’ un popolo inerme, che aveva l’unica colpa di essere governato da un tiranno.

Dal 2003 gli Stati Uniti si sono nuovamente distinti in Iraq in quanto a crimini di guerra commessi. Nel 2004 avvenne l’assalto USA a Fallujah, distruggendo circa 7mila case, 840 negozi, laboratori e cliniche, 65 moschee e santuari religiosi, 59 scuole, 13 edifici governativi, due stazioni elettriche, tre impianti di depurazione delle acque, diverse stazioni ferroviarie e impianti di depurazione delle acque reflue.

Gli ospedali sono stati un obiettivo esplicito e prioritario per le truppe americane e armi, come il fosforo bianco e proiettili all’uranio, sono stati utilizzati nel conflitto, violando palesemente le leggi di guerra.

I giornalisti nel mirino degli ‘esportatori di democrazia’ USA

A seguito dell’invasione USA in Iraq la direzione di Al-Jazeera aveva scritto al Segretario alla Difesa americano Donald Rumsfeld, dando la posizione esatta dei loro uffici in modo da evitare di essere presi di mira. Il direttore affermò:

“Dare coordinate all’esercito americano è, a quanto pare, come aspettarsi il bacio della morte”.

L’8 aprile 2003 l’esercito statunitense entrò a Baghdad dichiarando guerra soprattutto ai giornalisti, commettendo così una grave violazione delle Convenzioni di Ginevra e macchiandosi di un crimine di guerra ai sensi dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale. Le truppe americane hanno lanciato un missile verso il palazzo ove si trovavano gli uffici di Al Jazeera a Baghdad, in quell’occasione venne ucciso Tariq Ayoub, un corrispondente TV e furono feriti gravemente molti altri giornalisti. La colpa di Al Jazeera era quella di aver trasmesso immagini che mostravano alcune delle stragi condotte dalle truppe americane in tutta la capitale irachena.

Il personale di Al Jazeera superstite cercò rifugio nella vicina sede di un’altra televisione araba, la Abu Dhabi TV che, proprio per questo, a sua volta venne successivamente attaccata dagli Stati Uniti. Il corrispondente di Abu Dhabi TV, Shaker Hamed, in quell’occasione aveva emesso il seguente comunicato stampa, riuscendo a farlo girare in rete:

“25 giornalisti e tecnici appartenenti alla televisione di Abu Dhabi e di Al Jazeera sono circondati negli uffici della Abu Dhabi TV a Baghdad. I loro carri armati sparano da vicino e ci sono molti morti e feriti. Chi ascolta questo messaggio è pregato di fare in modo di intervenire rapidamente per tirarci fuori da questa zona dove i missili e proiettili colpiscono in modo incredibile”.

Dopo aver mirato Al Jazeera e Abu Dhabi TV, le truppe statunitensi hanno rivolto la loro attenzione al Palestine Hotel, dove si trovavano duecento giornalisti e media mondiali. Da tale attacco rimasero uccisi il corrispondente della Reuters, Taras Protsyuk e Jose Couso della spagnola Telecinco TV. Altri tre giornalisti sono stati feriti e l’hotel è stato ampiamente danneggiato. Si badi bene, l’esercito americano era stato preventivamente informato che il Palestine Hotel era la base dei media internazionali in Iraq.

Non solo Iraq, ma anche Afghanistan, lì la sede di Al Jazeera è stata attaccata dalle truppe USA al momento dell’invasione e, come successo in Iraq, distrussero i loro uffici.

Molti altri giornalisti sono stati uccisi o feriti deliberatamente dagli americani in Medio Oriente. Come il giornalista dell’inglese ITV, Terry Lloyd, ucciso vicino a Bassora dopo appena quattro giorni dal loro ingresso in città. La stessa sorte è toccata al cameraman Fred Nerac e il suo assistente libanese Hussein Osman. O come il cameraman francese, Daniel Demoustier che, pur essendo gravemente ferito, è riuscito a lanciare l’allarme dichiarando che:

“Gli Stati Uniti stanno sparando sui veicoli dei media per spazzare via i testimoni scomodi.”

Le armi di distruzione di massa irachene

“In Iraq ci sono armi di distruzione di massa”. Con questa clamorosa ‘fandonia’ il presidente degli Stati Uniti Bush jr. ha di fatto ‘invaso’ l’Iraq e successivamente anche l’Afghanistan (anche lì c’erano armi di distruzione di massa?).

La più grande fabbrica irachena produttrice di latte in polvere è stata la prima ‘fabbrica di armi di distruzione di massa’ ridotta in macerie dall’esercito americano. Descritta come una ‘fabbrica di armi chimiche’, in realtà avrebbe potuto al massimo essere utilizzata per fornire a Saddam Hussein… latte per l’infanzia.

Gli americani, nella ricerca delle fatidiche ‘armi di distruzione di massa’, hanno distrutto centinaia di piantagioni che producevano erbe mediche utili a realizzare antidolorifici e antibiotici. Sono molti i bombardamenti effettuati dagli Stati Uniti contro fabbriche farmaceutiche civili. Anche due ambasciate americane sono state attaccate e ciò prova inequivocabilmente che gli USA bombardarono sempre in modo del tutto casuale.

Sono molti i crimini di guerra perpetrati dagli americani, qui ne ho citati alcuni, i più noti ed eclatanti, ma il costo in vite umane civili è alto ed è sempre stato tenuto nascosto dal governo degli Stati Uniti, anche se oggi si prende persino la briga di accusare i russi in Siria che bombardano i terroristi islamici.

I russi, a quanto pare, fanno bene a non ascoltare i ‘consigli’ degli americani. Per questo la popolazione civile è salva.

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