21102017Headline:

I nuovi “esodati” del futuro

inpsDal primo gennaio 2013 è entrata in vigore la nuova riforma pensionistica voluta dal Ministro Fornero e dal Governo Monti nonché voluta da Alfano del PDL, da Bersani del PD, infine, da Casini dell’UDC (esiste ancora?). A causa o per alti meriti di codesti signori, da oggi gli uomini non potranno lasciare il posto di lavoro prima di avere compiuto 66 anni e 3 mesi, mentre per le donne l’asticella si alza fino a 62 anni e 3 mesi. Ma non basta, oltre all’innalzamento dell’età pensionabile, da oggi avviene il passaggio al sistema contributivo puro e, con il 2013, non esistono più le pensioni di anzianità e le cosiddette finestre.

Il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua (dicono che prenda uno stipendio di un milione e 200mila euro all’anno per quattro incarichi diversi. Dicono anche che miri a un quinto incarico… ma quanto è Choosy?),  in un intervento ha sintetizzato i cambiamenti dichiarando che: “… si lavorerà di più e si percepirà una pensione per più tempo, considerando che si allunga la speranza di vita“. Ecco, bravo, l’hai detta giusta: andrà sperato che la vita si allunghi.

Nel frattempo, l’istituto di previdenza, che a inizio 2011 aveva  un patrimonio di 41 miliardi, a oggi si è ridotto a soli 15, tutto questo in poco più di 24 mesi. Ma è a livello tendenziale che le cose peggiorano, di fatto, sono stati creati i nuovi ESODATI del futuro…

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