21112017Headline:

I video di Al Qaeda sono dei falsi creati dalla CIA

I video di Al Qaeda, anche quelli dove si vedono i tagliagole jihadisti in azione, in realtà sono dei falsi artatamente creati dal Pentagono e dalla CIA.

al-qaeda

A effettuare le false riprese, che poi sono state mandate in onda dai media televisivi in tutto il mondo, sembra essere stata l’agenzia di comunicazione britannica ‘Bell Pottinger’ che negli ultimi cinque anni ha lavorato in Iraq su mandato del Dipartimento della difesa americano. Per questo particolare ‘servizio’ l’agenzia avrebbe ricevuto un compenso che si aggira a oltre 500 milioni di dollari, 540 per l’esattezza.

Tanti, anzi, una cifra esageratamente assurda.

Una truffa planetaria

A rivelare questa truffa mondiale è la testata giornalistica online americana Bureau of Investigative Journalism, che ha l’obiettivo di ‘stanare’ le colpe dei politici corrotti e il malaffare che serpeggia in USA all’interno della pubblica amministrazione. L’intera inchiesta giornalistica è stata recentemente pubblicata sul portale web del giornale e si basa sulla testimonianza di un video editor, tale Martin Wells, che quei filmati li ha in pratica girati lui stesso fornendo, nel contempo, prova documentale di quel che ha testimoniato.

I fatti raccontati da Wells risalgono al 2006; a maggio il Pentagono lo mette sotto contratto per girare dei video in Medio Oriente. All’inizio non gli dicono chi sono realmente, ma Wells si accorge subito che il committente non è come i soliti clienti con cui ha sempre avuto a che fare, cioè le varie società di produzioni televisive, bensì quelli erano militari, anzi, principalmente soggetti legati all’intelligence militare.

La zona del colloquio era stata presidiata da numerose guardie armate, Wells racconta che è stato sottoposto a un vero e proprio interrogatorio durato diverse ore, poi venne ritenuto ‘pulito’ a seguito delle verifiche effettuate. Ecco che da quel momento Wells fu scritturato per conto del governo degli Stati Uniti e, naturalmente, la faccenda aveva i più alti parametri di segretezza.

Due giorni dopo si ritrova a Baghdad in una base militare USA segreta. Wells afferma che la base era la centrale operativa dove venivano organizzate le “operazioni di guerra psicologica”, in gergo chiamate Psyops.

Il nostro compito era quello di produrre filmati ‘bianchi’, quelli che dovevano servire come una campagna mediatica contro Al Qaeda”, spiega Wells che ulteriormente precisa. “La seconda tipologia era ‘grigia’: cioè finti servizi giornalistici che poi venivano mandati in onda dalle Tv arabe. E poi c’era quella ‘nera’ in cui la paternità dei video era falsamente attribuita ad Al Qaeda”.

Insomma le false riprese, a detta di Wells, servivano per “produrre finti filmati di propaganda di Al Qaeda, secondo regole e tecniche precise: dovevano durare dieci minuti ed essere registrati su CD, che poi i marines americani lasciavano sul posto durante i loro raid, ad esempio durante un’incursione nelle case di persone sospettate di terrorismo. L’obiettivo era di disseminare questi video in più località, possibilmente lontani dal teatro di guerra perché scoprire filmati di quel genere in località insospettabili avrebbe aumentato il clamore e l’interesse mediatico”.

Nei cinque anni Wells ha girato centinaia di video falsi non solo a Baghdad, ma anche in Iran, in Siria, anche prima della guerra, e persino negli Stati Uniti.

Menzogne di Stato?

Considerando tutto ciò, è pleonastico pensare che gli angoscianti video che abbiamo visto in Tv, in realtà erano fabbricati ad arte da una società britannica all’interno di una base statunitense in Iraq per poi fare in modo che sia la CIA che la Casa Bianca ne certificassero l’autenticità.

I fatti svelati dal Bureau of Investigative Journalism risalgono al periodo 2006-2011, quindi in un periodo ante-Isis, però i video prodotti somigliano molto a quelli delle esecuzioni visti dopo l’ascesa dello Stato Islamico. È logico pensare che la ‘regia’ sia però la stessa, anche se i fatti testimoniati da Wells si fermano al 2011, data in cui l’agenzia britannica ‘Bell Pottinger’ è stata ceduta ad altri soggetti.

Wells, però, conferma le modalità con cui l’intelligence militare americana sarebbe riuscita a mantenere segreta la vicenda. Il contratto con la Bell Pottinger venne firmato da una società di consulenza esterna al fine di aggirare la legge nonché di evitare il controllo di commissioni parlamentari e per proteggere il governo centrale nel caso queste operazioni fossero scoperte e denunciate dalla stampa, cosa che peraltro in questo caso pare non sia riuscita alla perfezione.

Anche in questo caso gli USA dimostrano di essere all’avanguardia per quanto riguarda il loro compito ‘sacro’ di ‘esportare il modello democratico americano’ nel resto del mondo. Capiremo poi se questa inchiesta avrà dei risvolti futuri oppure se sarà insabbiata come capita sovente.

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