26072017Headline:

Il flop delle grandi intese

destra-sinistra-bohCi hanno riempito il cervello nell’affermare che non esisteva un’alternativa alle larghe intese, era necessario che PD, PDL e Scelta Civica salvassero il Paese dalla recessione, dalla disoccupazione galoppante, dall’economia in frantumi, dalle imprese che chiudono, dalle tasse che crescono.

Nel 2011 ci hanno convinto che Berlusconi doveva andarsene e che Monti avrebbe sistemato i conti e l’economia al suo posto.

Non bastavano i danni combinati da Monti e dai suoi ministri, infatti, seppur nemmeno candidato premier alle elezioni, a seguire ci hanno convinto che Letta è l’uomo nuovo e giusto per davvero e, con lui, si è scelto la grande intesa per governare e fare le riforme, prima fra tutte quella della legge elettorale, poi le tasse, i costi della politica, rilanciare l’occupazione dei giovani e sostenere le imprese.

A Berlusconi l’hanno mandato a casa quelli dell’Europa. Monti, invece, l’ha fatto fuori Berlusconi mentre Bersani l’hanno fatto fuori i suoi e Prodi l’hanno silurato in 101 del PD.

Qui tutti giocano a fare fuori qualcuno, e ancora affermano che al Paese serve la “responsabilità della politica” e la “governabilità”. Da che pulpito!

Il PD si spacca, molti parlamentari di sinistra non vogliono governare con il PDL in una coalizione così anomala, eppure hanno governato assieme anche all’epoca Monti, si vede che la coerenza sta di casa altrove. Ora è Berlusconi che non vuole più governare con le grandi intese, e il PD cambia idea scoprendo, di nuovo, che non esiste altra alternativa all’attuale formazione di governo.

Eppure il PD è spaccato al suo interno, c’è chi non vuole Renzi a segretario di partito (anzi, non lo vorrebbero nemmeno dentro il partito) e fanno di tutto per ostacolare la sua ascesa al comando. Il PDL si scioglie e tenta di far confluire tutti nella nuova Forza Italia, di “proprietà” sempre di Berlusconi, ma i pidiellini si spaccano in due tronconi: uno va con Silvio e l’altro con Alfano. Scelta Civica si spacca a sua volta dividendosi fra Montiani e Casiniani.

Per fortuna rimane l’opposizione: SEL, M5S e Lega. Il primo alle prese con i guai che stanno saltando fuori nei confronti del loro capo Vendola; il secondo è alle prese con un problema enorme di democrazia interna e delle dubbie capacità dei propri parlamentari eletti; il terzo non riesce ancora a liberarsi di Bossi.

Non c’è che dire: queste larghe intese hanno fatto solo un grande e devastante “flop”.

Ma anche l’alternativa è da brividi!

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