13122018Headline:

Immigrazione: in Europa niente accordo su quote obbligatorie

Non solo immigrazione, l’Europa dimostra quanta poca unione vi sia nell’affrontare un qualsiasi problema.

Frontiere chiuse agli immigrati

Frontiere chiuse agli immigrati

Il vertice dei capi di Stato e di governo della Unione europea inizia oggi 25 giugno a Bruxelles con una doccia fredda. I disaccordi fra gli Stati membri sul problema migratorio, di fatto stronca le ambiziose e controverse proposte presentate dalla Commissione europea in risposta alla emergenza immigrazione in Italia e in Grecia.

Il progetto di quote, che i 28 leader europei oggi dovrebbero discutere, mantiene la proposta di trasferire, nei prossimi due anni, 40 mila persone che necessitano di protezione temporanea, ma la misura non sarà un fatto obbligatorio, bensì potrà essere prevista su base volontaria e autonoma dei singoli Stati. Questa inversione di tendenza si è resa necessaria in seguito alla presa d’atto che “non c’è consenso per fare diversamente”, come ammette una nota della Commissione europea.

Nessun obbligo, nessun impegno, nessuna soluzione

L’idea che le quote siano imposte da Bruxelles non piace a nessuno degli Stati membri che non sono direttamente coinvolti dai flussi migratori del Mediterraneo. La richiesta di aiuto ai partner europei, da parte di Italia e Grecia, non sta per materializzarsi.

I governi non solo si dichiarano contrari all’imposizione di quote, ma rifiutano persino l’obbligo di prevedere contributi economici a favore di quei Paesi che si prenderanno “volontariamente” in carico una quota dei 40 mila richiedenti asilo. In poche parole, i Paesi dell’eurozona non accettano nulla, e non vogliono nemmeno considerare il problema se non dal punto di vista opposto: la chiusura dei confini per evitare flussi migratori verso la propria nazione… ===>>>

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