21102017Headline:

La Grecia afferma di aver presentato il piano di riforme alla UE

Il primo ministro greco ha ammesso che il programma di riforme proposto è un compromesso “accettabile”, ora l’ultima parola spetta alla EU.

Questo articolo è pubblicato su: Agoravox_25

Toika-Grecia

Il governo greco ha proposto alle Istituzioni Internazionali (UE, FMI e BCE, per cui sempre di troika si tratta, ndr) un programma globale di riforme in cui ha fatto concessioni nell’ottica di un giusto compromesso. Ora la decisione è nelle mani dei leader politici europei.

Il “compromesso” citato da Alexis Tsipras, però, appare come una concessione pesantissima per il popolo greco, come lascia intendere lo stesso primo ministro con le sue dichiarazioni:

La Grecia ha presentato proposte concrete e, in un’ottica di scambio bilaterale, abbiamo fatto delle concessioni, come è normale che sia all’interno di in una trattativa. Il piano è un programma realistico per condurre il paese fuori dalla crisi”.

Il premier greco ha anche voluto avvertire i suoi concittadini.

I greci devono prepararsi ai tempi difficili successivi alla conclusione dei negoziati perché il giorno seguente la firma dell’accordo ci saranno grandi difficoltà, ma quello che la gente vuole è che il governo li affronti in condizioni di giustizia e di uguaglianza, per cui i greci dovrebbero essere orgogliosi, a prescindere dal partito di appartenenza”.

Dai vertici UE, almeno finora, non c’è nessuna conferma o smentita sulla definizione delle trattative in merito al problema Grecia. Nel frattempo iniziano ad affiorare le prime dichiarazioni contrastanti all’interno dello stesso governo ellenico. Nella mattinata di martedì 2 giugno, il ministro del Lavoro greco Panos Skurletis si è dichiarato a favore di elezioni anticipate o almeno a un referendum se non si dovesse raggiungere un accordo con i creditori “onesti” precisando che:

Non si può decidere di firmare un assegno in bianco con la EU. Se l’accordo non è un impegno onesto, che consenti di guardare verso il progresso della Grecia, allora si devono consultare le persone prima di firmare”.

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