27052018Headline:

La responsabilità di Grillo è mandare a casa questa classe politica!

grillo_casaleggio

Casaleggio e Grillo

Sembra che ancora nessuno si renda conto di cosa sta succedendo nel paese, tutti a chiedere che ognuno si deve prendere un pezzo di responsabilità di fronte alla profonda crisi economica e finanziaria. Nessuno ammette, però, che la crisi non è solo economica, bensì anche e soprattutto politica per colpa di questa classe dirigente che ha minato la base della nostra democrazia svendendoci all’altare del rigore professato dalla Merkel e dalla Troika europea.

Da una parte si grida, anzi, si urla che serve un governo per non peggiorare le cose; dall’altra parte, però, si urla ancor più forte che sono i governi degli ultimi vent’anni ad averci ridotti in questo modo. Sarebbe opportuno che ci si mettesse d’accordo una volta per tutte. Se serve davvero un governo, è bene precisare che li abbiamo sempre avuti e, a guidarli, si sono succeduti tutti. Un po’ per uno, al comando della baracca Italia, si sono visti vari personaggi, tuttora presenti nella scena politica. Dal 1994, epoca in cui è iniziata la cosiddetta Repubblica 2.0, tutti coloro che oggi chiedono la responsabilità di altri, anche fosse a pezzi, hanno avuto il loro momento per governare: Berlusconi, Dini, Prodi, D’Alema, Amato, poi ancora Berlusconi, ancora Prodi, poi di nuovo Berlusconi, infine, Monti.

A tutti costoro andrà, quindi, riconosciuto il loro “alto” senso di responsabilità?

Certo che sì, ma oggi la parola “responsabilità” non è uguale a quella di ieri. Oggi la parola “responsabilità” viene intesa quando si chiede a una forza politica di votare un altro rappresentante di una coalizione diversa. Nessuno dice che la vera responsabilità è il danno creato dai signori su citati. Io non dico che Bersani sia responsabile tanto quanto Berlusconi, ma affermo che lo è alla pari di Tremonti, di Brunetta, di La Russa, di Gasparri e di altri Ministri della Repubblica che si sono spartiti “pezzi” di responsabilità comune nell’aver affossato il paese. Chi ha votato il MoVimento 5 Stelle non voleva che questi signori continuassero a governare il paese, almeno non voleva che fosse governato allo stesso modo.

Per cui, come è possibile cambiare radicalmente la situazione?

Mi pare ovvio, anche uno con un quoziente intellettivo pari a zero lo capirebbe: MANDANDOLI A CASA! Idea assurda, improponibile, antidemocratica, folle, inusitata? Può darsi, ma non neghiamo l’evidenza: era questo l’obiettivo di ogni singolo elettore del M5S. Come Berlusconi, che ha preso voti perché ha sbandierato la sua idea di restituire l’IMU, nessuno può negare l’evidenza del fatto che anche Grillo ha preso voti per mandare a casa tutti. Lo ha sempre detto, sempre professato anche in modo estremamente colorito mandando vaffa… a destra e a manca, lo ha ripetuto anche ieri, oggi e lo ripeterà anche domani, quindi, lui è il massimo della coerenza logica. Si può non condividere la sua idea di sbaraccare tutto e tutti, ma non si può affermare che il suo insistente obiettivo non sia del tutto chiaro.

Eppure, c’è qualcuno che vuole responsabilizzare Grillo e il M5S votando fiducie in bianco solo perché, così facendo, l’Italia avrà un nuovo governo.

Su che basi: quelle nuove dettate da Grillo, gli otto punti fumosi di Bersani o quelle sempre professate da Berlusconi?

Rispondiamo su questo e poi aguzziamo l’ingegno per capire quale sarebbe lo scenario possibile. Un voto di fiducia del M5S a Bersani significherebbe: l’annullamento del finanziamento pubblico ai partiti, il dimezzamento dei parlamentari, via vitalizi e privilegi, cancellazione delle provincie, reddito di cittadinanza e così via sui famosi venti punti. Tutte cose già viste, sentite e ben argomentate in parte anche da Matteo Renzi alle primarie del centrosinistra; cioè dove ha perso, dove è stato duramente e aspramente criticato, dove lo hanno relegato in un angolo dopo averlo “stracciato”, anche se poi l’hanno ripescato per dare un tono alla campagna elettorale spenta di Bersani. I famosi e fumosi otto punti di Bersani sono saltati fuori dopo la batosta elettorale, non prima.

Controprova veloce: un voto di fiducia a un premier ove sia presente anche Silvio Berlusconi. Basterebbe solo la questione dell’ineleggibilità per far cadere quel governo in due secondi.

Fatta la premessa, appare chiaro che “responsabilità” significa che un nuovo governo deve aiutare a cambiare registro nei confronti della politica fallimentare dimostrata finora e non che quest’ultima sia sempre e solo casta, spartizione, privilegi, etc. Bersani, Berlusconi e Monti, uomini che hanno governato e che, quindi, sono considerati responsabili, hanno già dato prova di non essere coloro che esprimono una classe dirigente all’altezza di prevedere un vero e credibile cambiamento.

Per cui, perché insistere ulteriormente sulla strada vecchia?

Ripeto, potrebbe non essere condivisibile la linea di Grillo con il “tutti a casa“, ma non si può negare che il suo intento non stia per concretizzarsi davvero. Sarà irresponsabile, ma impone a tutti nuovi stimoli, nuove modalità di movimento, nuovi argomenti. Uno stimolo ad andare oltre, cioè cambiare un po’ tutta la falsità vista finora. Ieri sera, nel salotto di Porta a Porta, c’erano parlamentari del PD e del PDL, l’unico problema era la nomina del Presidente della Repubblica, il PD che non si inciucia con il PDL,quest’ultimo che vuole Berlusconi al Quirinale, il PD che vuole un uomo loro al Colle, e via cantando. Cose trite e ritrite, le solite farse di chi fa del potere l’unica fonte di vita.

Come fidarsi di costoro?

Serve una legge elettorale, Monti è tenuto sotto scacco dal Parlamento, faccia solo quella e si ritorni alle urne perché non serve un governicchio debole e floscio, bensì una “forza della natura” per poter veramente superare gli scogli attuali. Almeno, così facendo, Monti potrebbe essere ricordato in modo migliore di come è visto oggi. E non dite che è impossibile fare una legge elettorale con l’attuale governo, in quanto ha già stanziato 40 miliardi per saldare i debiti delle PA, cosa assolutamente positiva e non certo di ordinaria amministrazione. Se è stata prevista una norma simile, la nuova legge elettorale non costerebbe nulla e non intaccherebbe il bilancio dello Stato.

Quindi… si può fare!

Leave a Reply

You must be Logged in to post comment.