13122018Headline:

L’asse franco-tedesco di Macron e Merkel

Emmanuel Macron e Angela Merkel

La Francia di Macron e la Germania della Merkel si sono incontrati venerdì 7 settembre a Marsiglia per “preparare” il prossimo vertice dei capi di stato e di governo dell’Unione europea prevista per il 20 settembre a Salisburgo, dove tra l’altro si affronterà la spinosa questione sulla gestione dell’immigrazione.

Prima l’Europa veniva comandata da Francia, Inghilterra e Germania, ora, con la Brexit imminente, l’asse Parigi-Berlino è l’unica opzione rimasta. E il risultato non è dei migliori, anche perché dimostra che non esiste un’Europa unita, libera e democratica, come si vuole far apparire, bensì appare più come un’Unione ‘suddita’ e piegata ai voleri dei soliti noti.

I due leader si accingono a preparare un’agenda comune per le sfide del momento, che sono ovviamente i problemi dell’avanzata populista e dell’estrema destra globalizzata nell’area euro, come anche l’incognita sulla preoccupazione riguardo all’immigrazione.

Strano che parli proprio Macron dell’immigrazione quando, con i suoi 45mila respingimenti a Ventimiglia, ha ben poco da insegnare a chicchessia.

Ai due leader preoccupa molto l’orientamento populista che incombe su molti paesi europei, quindi Macron e Merkel, visto che condividono lo stesso discorso europeista, sanno che dovranno pensare a una strategia forte e decisa contro l’avanzata degli anti establishment.

Tuttavia, il margine di manovra dei due leader è irto di incognite, soprattutto da come si proporranno paesi come l’Italia e l’Ungheria.

Macron ha recentemente attaccato sia il ministro dell’interno italiano Matteo Salvini e poi anche il primo ministro ungherese Viktor Orban. Ponendosi in così forte contrasto dubito che l’Italia e l’Ungheria potrà mai seguire le indicazioni del presidente francese.

La Merkel, d’altra parte, ha più di qualche problema a contrariare direttamente il premier ungherese Orban, in quanto la sua formazione politica, Fidesz – Unione Civica Ungherese, è integrata nel PPE (Partito Popolare Europeo), come lo è anche la CDU (Unione Democratico Cristiano) a cui appartiene il partito della Merkel. Tra l’altro, il CDU è oggi un partito diviso e molto critico rispetto la stessa Merkel che, per colpa delle sue politiche sui migranti, sta facendo avanzare pericolosamente l’estrema destra in Germania.

Emmanuel Macron, inoltre, continua a perdere consensi. Secondo l’ultimo sondaggio Odoxa, il presidente francese ha perso ben 12 punti nel corso dell’estate: soltanto il 29% dei francesi intervistati ora appoggia il proprio presidente, contro il 41% di fine giugno.

E il calo di popolarità si avverte anche all’intero del partito di Macron, con un ribasso del 7% dei simpatizzanti verso il loro leader.

Con queste basi, l’asse franco-tedesco produrrà niente più del nulla di fatto e il prossimo vertice europeo del 20 settembre sarà per l’ennesima volta un appuntamento inconcludente.

E il populismo in Europa avrà ancora più ragioni per consolidare la propria forza.

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