21112017Headline:

Laura Boldrini “censura” un blogger e gli manda la Polizia a casa

laura boldrini Presidente della Camera

Guai per un blogger emiliano, Alessandro M., che, dopo aver pubblicato sul suo blog, Facebook e Twitter una foto-beffa del presidente della Camera Laura Boldrini, si è visto arrivare la polizia postale di Bologna in casa. E l’ha invitato a togliere l’immagine.

L’impegno della presidente a salvaguardare la sua immagine su internet, non conosce dunque soste, seppur dovrebbe: perché ha preteso per sé, negli uffici del Parlamento, sette poliziotti della divisione crimini informatici (con buona pace per le indagini sui pedofili e sui terroristi on line) e perché ha di fatto «obbligato» la magistratura a intervenire in tempi insolitamente e straordinariamente rapidi rispetto a quelli riservati ai comuni mortali. L’ultima vittima è un utente emiliano, Alessandro M., letteralmente terrorizzato da quanto accaduto l’altro pomeriggio, intorno alle 16, allorché si è visto piombare a casa alcuni agenti del Compartimento della polizia postale di Bologna. Di fronte al mandato controfirmato dal pm romano Luca Palamara (lo stesso che venne rintracciato dalla polizia al ristorante dopo il pateracchio di una perquisizione senza mandato a casa di un giornalista) è stato invitato a togliere sia l’immagine-beffa sia alcune frasi a commento di quanto evidenziato nel suo blog, su Facebook e Twitter. Frasi tipo questa: «Popolo del tweet, inviamo un fotomontaggio osè al presidente Laura Boldrini, che ci denunci tutti, come in Corea».

Non l’avesse mai scritto. Non immaginava, il tapino, che nulla sfugge al pool della polizia postale ad personam. Quell’invito lanciato per sollevare un problema che va da tutt’altra parte rispetto il «femminicidio» alimentato dalla Boldrini, è stato intercettato. «Non ci volevo credere quando ho visto arrivare gli agenti», sbotta. «La mia era solo una provocazione, mi sembrava assurdo quando stava accadendo a seguito di certe finte immagini della Boldrini, e della reazione scomposta e spropositata che ne era seguita, con perquisizioni, indagati, oscuramenti. Mi chiedevo in che mondo vivesse la Presidente posto che tutti i politici, anzi tutti gli italiani, sono vittime delle stesse prese in giro, più o meno pesanti, ma non hanno la possibilità di mobilitare a quel modo polizia e magistratura. Non mi faccia dire altro, non voglio finire in guai peggiori».

Fonte: Il Giornale

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