20112017Headline:

L’incomprensibile guerra francese in Siria

Caccia-francesi

A seguito dei fatti di Nizza del 14 luglio scorso, quando un pazzo si è scagliato con il camion sulla folla inerme uccidendo 84 persone e ferendone oltre un centinaio, il presidente francese Francois Hollande ha immediatamente associato l’azione del folle quale un attacco condotto dallo Stato Islamico. Di conseguenza il capo dell’Eliseo ha ordinato alle forze aeree francesi di intensificare la campagna di bombardamenti contro l’ISIS nel nord della Siria dichiarando testualmente che:

Rafforzeremo le nostre azioni in Siria e in Iraq, continueremo a colpire quelli che ci attaccano. La Francia è sotto la minaccia del terrorismo islamico, dobbiamo dimostrare la vigilanza assoluta e una determinazione inesauribile”.

Tale esternazione ha quanto meno dell’incredibile: in pratica Hollande, nel suo discorso alla Nazione, lascia intendere che la Francia sia stata attaccata da una potenza straniera. Le dichiarazioni del presidente francese, però, non collimano con quelle di un altro esponente del governo. Infatti, il ministro degli interni francese Bernard Cazeneuve, a qualche giorno di distanza, ha precisato che:

Non ci sono prove che collegano ISIS all’attacco di Nizza, nonostante lo Stato Islamico lo abbia rivendicato e non è stato finora stabilito alcun legame tra l’attentatore Bouhlel e una qualsiasi altra rete terroristica specifica (intervista rilasciata al giornale ‘Independent’ il 18 luglio 2016, ndr)”.

Ma questo non ha impedito a Francois Hollande di lanciare i raid aerei, a suo dire contro lo Stato Islamico.

Appello della Siria all’ONU

Il governo di Damasco ha presentato la questione al Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon e al presidente del Consiglio di Sicurezza Koro Bessho tramite un documento del 19 luglio scorso dal seguente testo (la traduzione potrebbe non essere del tutto precisa, e di questo me ne scuso, ma a grandi linee fa comprendere il senso, ndr):

“Aerei da guerra francesi, alleati della cosiddetta ‘coalizione internazionale’ guidata dagli Stati Uniti, stanno perpetrando un massacro ingiusto all’interno dei territori della Siria, vicino al confine siriano-turco. Gli attacchi recenti riguardano il villaggio Toukhan al-Kubra a nord del Manbij, e stanno uccidendo intere famiglie inermi e demolendo le loro case. L’aggressione francese ha finora provocato la morte di oltre 120 civili, la maggior parte di loro sono bambini, donne e anziani, oltre a decine di cittadini feriti, anche la maggior parte di loro sono bambini e donne. Centinaia sono i dispersi sotto i detriti. L’aggressione francese arriva il giorno dopo un’altra aggressione, effettuata da parte degli Stati Uniti, che ha causato una sanguinosa strage nella città di Manbij, uccidendo più di 20 civili e ferendone una decina.

Il governo della Repubblica araba siriana condanna, con la massima fermezza, i due sanguinosi massacri perpetrati dai aerei da guerra francesi e statunitensi e quelli affiliati alla cosiddetta coalizione internazionale, che inviano i loro missili e bombe sui civili invece di dirigerli contro le bande dei terroristi che stanno causando, a lor volta, molte vittime innocenti fra la popolazione civile.

Gli Stati Uniti, la Francia, la Turchia, l’Arabia Saudita, la Gran Bretagna e il Qatar continuano a sostenere le organizzazioni terroristiche, che essi chiamano ‘gruppi moderati’, come Jabhat al-Nusra, Jaish al-Fatah, Jaish al-Islam e altre sigle affiliate all’ISIS e al-Qaeda. Tale collaborazione è una prova evidente che queste Nazioni sono colluse e cooperano con i gruppi terroristici, ciò dimostra che il loro obiettivo non è la lotta al terrorismo.

Il governo siriano invita tutti coloro che vogliono combattere seriamente il terrorismo a unirsi e coordinarsi con l’autorità legalmente costituita e al proprio esercito regolare e chiede alle Nazioni Unite e alla comunità internazionale di condannare questo massacro perpetrato da parte della Francia, degli Stati Uniti e dei loro più stretti alleati.

Il governo siriano chiede che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite preveda l’adozione di misure punitive contro gli Stati e i regimi che sostengono e finanziano il terrorismo e che li obblighi a rispettare e ad attuare le risoluzioni delle Nazioni Unite nr. 2170, 2178, 2199 e 2253.”

La risoluzione ONU 2170 e seguenti

In merito alla risoluzione n. 2170 e seguenti, si ritiene utile precisare che il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha adottato all’unanimità tale norma che prevede:

“Misure per ostacolare ogni tipo di supporto, finanziamento e armamento ai terroristi dello Stato islamico dell’Iraq e della Siria (ISIS) e il fronte terroristico Jabhat al-Nusra, e prevenire il flusso di terroristi in Siria e in Iraq”.

Inoltre, è fatto obbligo a tutti i paesi membri delle Nazioni Unite di.

Adottare misure per impedire il flusso di terroristi e portarli alla giustizia, oltre ad affrontare la questione delle persone che possono essere a rischio di essere reclutati, al fine di impedire loro di partire in Siria e in Iraq”.

La risoluzione vieta altresì:

La vendita diretta o indiretta, di armi e di oggetti concernenti all’ISIS, Jabhat al-Nusra, e gli individui a essi affiliati.”

Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon, al tempo di quella risoluzione, affermò che:

La Siria sta combattendo, da sola, una guerra estenuante a favore dell’Umanità.”

A quanto pare, l’Occidente non la pensa allo stesso modo.

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