21102017Headline:

L’Isis e lo scempio di Ninive

Sembrerebbe che una buona parte delle statue distrutte dai seguaci dell’Isis a Ninive fossero delle copie di gesso mentre le opere originali sarebbero conservate in altri musei iracheni. Di contro, alcune di quelle statue erano invece originali, ma nessuno è a conoscenza di quali e quante siano. Il che non sminuisce per nulla la scelleratezza dell’azione di scempio compiuto. È anche vero, però, che le antiche mura di Ninive, che i terroristi dell’ISIS avrebbero fatto saltare in buona parte, non erano certo delle copie di gesso (Vedi immagine).

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Un particolare delle mura di Ninive

Questa notizia, che appare come “confortante”, in realtà non lo è per nulla. Anzi, il fatto testimonia come gli adepti dell’Isis (almeno a prima vista non avrebbero dovuto distinguere il vero dal falso), sono pronti a tutto, anche a scelleratezze di così vasta portata. Non solo vogliono togliere e stroncare le vite umane, bensì persino la storia dell’Umanità.

Infatti, a seguito dei fatti di Mosul, è scattato un preoccupante allarme fra gli archeologi in Iraq e il mondo accademico si aggrega al loro accorato appello: la paura che i jihadisti dello Stato islamico potrebbero distruggere altri siti di inestimabile valore storico nelle regioni sotto il loro controllo, dopo lo scempio che hanno fatto dei tesori pre-islamici del museo di Mosul, è un timore assolutamente realistico.

Sotto il controllo jihadista ci sono oggi le città di Hatra, iscritta nel patrimonio mondiale dell’Unesco, e di Nimrud. Entrambe le città si trovano nei pressi di Mosul, quindi territori sotto la gestione dell’Isis. Questi due siti sarebbero particolarmente in pericolo, per questo l’Unesco ha chiesto un intervento dell’ONU per tutelare un patrimonio del mondo di inestimabile valore.

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