18102017Headline:

L’Islam pacifico non esiste

IslamPeace

E’ di questi tempi che si sente parlare spesso di Al-Qaeda o del nuovo Stato Islamico dell’ISIS.

Estremismo o applicazione ferrea del Corano?

Il Corano, libro sacro di ogni maomettano, è una raccolta di incitamenti a delinquere contro tutti coloro che vengono definiti “infedeli”. Nelle sue sure (capitoli) si leggono decine di versetti che istigano alla “guerra santa”, all’oppressione e all’eliminazione pura e semplice del “miscredente”.

Alcuni versetti sono davvero esemplari e denotano quanto poco pacifica sia questa religione, che raccoglie però più di 1 miliardo e seicento milioni di fedeli ed è tutt’ora in espansione, merito del successo mediatico che sta riscuotendo il metodo “Jihadista”.

La pacificazione dell’Islam, per fare un esempio, passa attraverso alcuni versetti che recitano:

“Combatteteli (gli infedeli, ndr) fino a che non sussista più miscredenza e che la religione sia interamente di Allah” (8.39);

“Un Profeta non dovrebbe fare prigionieri prima di aver prevalso sulla terra” (8.67);

“Essi dovrebbero vedervi miscredenti come loro: allora voi sareste tutti uguali! Non prendete dunque alleati tra di loro, fino a che questi emigrino nel sentiero di Allah. Ma se voltano le spalle, allora catturateli e uccideteli dove li trovate” (4.89);

“La mercede di quelli che fanno la guerra contro Allah e il suo messaggero e si sforzano di seminare la corruzione sulla terra è che siano uccisi, o crocefissi, o che gli siano tagliate le mani e le gambe opposte, o che siano espulsi dal paese” (5.33).

Questi sono solo alcuni esempi di “incitazione alla pacificazione” fra i popoli professato nel Corano.

Ma non tutti applicano il Corano alla lettera, ci sono anche i musulmani “buoni”. Però, se qualcuno pensa che i migliori seguaci di Allah siano quelli che rinunciano alla violenza o che non hanno a che fare con la Jihad, la guerra santa o lo “sforzo di conquista”… beh, dovrà ricredersi prima o poi.

Il Corano è abbastanza esplicito nel definire chi è un “buon mussulmano”:

“Non sono uguali i credenti che restano a casa loro, salvo gli infermi, e coloro che combattono corpo e beni nel segno di Allah. Allah darà a coloro che combattono corpo e beni un grado di eccellenza su quelli che restano a casa loro. Allah ha messo i combattenti al di sopra dei non combattenti accordando loro una ricompensa immensa” (4.95);

“Fra i beduini, alcuni sono venuti a domandarmi di essere dispensati dalla guerra, e quelli che mentito ad Allah e al suo messaggero sono rimasti a casa. Una sofferenza dolorosa li affliggerà” (9.90);

“Coloro che credono in Allah non domandano il permesso quando si tratta di condurre la guerra con i loro beni e le loro persone. E Allah conosce bene i devoti” (9.44).

Quindi, il vero maomettano è colui che combatte contro i “miscredenti”?

Se così fosse è lecito chiedersi come mai gran parte dell’Islam non si sia mai schierata con il Bin Laden di un tempo e il Abu-Bakr-al-Baghdadi di oggi.

La risposta, per l’ennesima volta, si trova sul sacro testo islamico:

“Chiunque volterà le spalle (ai combattenti, ndr) incorre nella collera di Allah e il suo destino sarà l’inferno, a meno che l’abbia fatto per strategia di combattimento o per mettere insieme un più grande esercito”.

E’ pleonastico pensare, quindi, che la Jihad, appena proclamata dall’Isis, potrebbe ben presto vedere ingrossate le proprie file con molti nuovi seguaci.

La libera circolazione delle idee, la democrazia, la libertà e altri valori simili o le varie formule di propaganda, più o meno condivisibili e veramente applicabili, non devono mai distoglierci dal valore e dal principio assoluto:

L’istinto di sopravvivenza e la difesa della specie!

A questo punto cosa propongo: una “contro Jihad”?

Certo che NO, ci mancherebbe altro. A me preme che ci sia coscienza di quel che si dice e si pensa e affermo, altresì, che dobbiamo difendere i nostri diritti, ovunque essi siano posti in discussione.

I mezzi da usare?

Quelli che si renderanno necessari!

Leave a Reply

You must be Logged in to post comment.