20112017Headline:

Non ci sarà un nuovo governo con Napolitano

Nel mio articolo di stamattina ho specificato che Napolitano mai avrebbe dato le dimissioni, e ho avuto ragione. Come ho avuto ragione che il Parlamento è legittimato a votare le leggi perché Mario Monti è ancora il presidente del Consiglio, tuttora in carica, con pieni poteri e senza mai essere stato sfiduciato. Quindi, seppur dimissionario, mantiene inalterate le sue prerogative di governo del paese fino al giuramento di un nuovo governo nelle mani del presidente della Repubblica.

Dichiarazione del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (Palazzo del Quirinale, 30/03/2013):

Gli incontri svoltisi in Quirinale nella giornata di ieri con i rappresentanti delle forze politiche presenti in Parlamento mi hanno permesso di accertare la persistenza di posizioni nettamente diverse rispetto alle possibili soluzioni da dare al problema della formazione del nuovo governo. Ciò è d’altronde risultato chiaro pubblicamente attraverso le dichiarazioni rese al termine da ciascun gruppo. Ritengo di dover ancora una volta sottolineare l’esigenza che da parte di tutti i soggetti politici si esprima piena consapevolezza della gravità e urgenza dei problemi del paese e quindi un accentuato senso di responsabilità al fine di rendere possibile la costituzione di un valido governo in tempi che non si prolunghino insostenibilmente, essendo ormai trascorso un mese dalle elezioni del nuovo Parlamento.

Tuttavia, non può sfuggire agli italiani e all’opinione internazionale che un elemento di concreta certezza nell’attuale situazione del nostro paese è rappresentato dalla operatività del governo tuttora in carica, benché dimissionario e peraltro non sfiduciato dal Parlamento: esso ha annunciato e sta per adottare provvedimenti urgenti per l’economia, d’intesa con le istituzioni europee e con l’essenziale contributo del nuovo Parlamento attraverso i lavori della Commissione speciale presieduta dall’on. Giorgetti. Nella prospettiva ormai ravvicinata dell’elezione del nuovo Capo dello Stato – che mi auguro veda un’ampia intesa tra le forze politiche – sono giunto alla conclusione che, pur essendo ormai assai limitate le mie possibilità di ulteriore iniziativa sul tema della formazione del governo, posso fino all’ultimo giorno concorrere almeno a creare condizioni più favorevoli allo scopo di sbloccare una situazione politica irrigidita tra posizioni inconciliabili.

In questo senso mi accingo a chiedere a due gruppi ristretti di personalità tra loro diverse per collocazione e per competenze di formulare – su essenziali temi di carattere istituzionale e di carattere economico-sociale ed europeo – precise proposte programmatiche che possano divenire in varie forme oggetto di condivisione da parte delle forze politiche. Ciò potrà costituire comunque materiale utile : voglio dire anche per i compiti che spetteranno al nuovo Presidente della Repubblica nella pienezza dei suoi poteri. Continuo dunque a esercitare fino all’ultimo giorno il mio mandato, come il senso dell’interesse nazionale mi suggerisce : non nascondendo al paese le difficoltà che sto ancora incontrando e ribadendo operosamente la mia fiducia nella possibilità di responsabile superamento del momento cruciale che l’Italia attraversa.

Immediatamente, dopo queste parole, molti giornalisti si sono chiesti se Bersani è ancora in corsa, se ha ancora l’incarico oppure se Napolitano farà un nuovo nome, magari nel pomeriggio dopo aver consultato questi famosi due gruppi accennati.

Niente di tutto questo! Napolitano non nominerà nessuno, e nessun governo si insedierà con lui a Capo dello Stato.

E’ sufficientemente chiaro che Napolitano ha preso atto dell’impossibilità, per volontà e/o diverse opportunità politiche, che l’attuale Parlamento possa addivenire a una soluzione “pacifica e condivisa” nei confronti di chicchessia e per esprimere un nuovo governo che possa ottenere la fiducia delle due Camere. La citazione: “…pur essendo ormai assai limitate le mie possibilità di ulteriore iniziativa sul tema della formazione del governo…” è la sua ammissione che è impraticabile fornire nomi, dentro o fuori dai partiti. Per questo ha precisato che Monti rappresenta il governo del paese e continuerà a farlo finché lui è saldamente alla guida del Colle.

Anche sui due gruppi molti osservatori non hanno capito nulla quando si pensa che dovranno individuare una personalità che possa addivenire alla creazione di un governo. Il presidente Napolitano è chiaro anche quando precisa che: “...due gruppi ristretti di personalità tra loro diverse per collocazione e per competenze di formulare – su essenziali temi di carattere istituzionale e di carattere economico-sociale ed europeo – precise proposte programmatiche che possano divenire in varie forme oggetto di condivisione da parte delle forze politiche.”

Questi due gruppi, sicuramente formati da PD-SEL e PDL-Lega (Scelta Civica è già presente con Monti presidente del Consiglio), saranno una sorta di commissariamento di Monti, indicandogli le poche cose che dovrà fare per portarle, poi, all’approvazione del Parlamento attraverso l’attività della commissione speciale, che è insediata appositamente per velocizzare le cose, e presieduta dall’on. Giorgetti.

Niente dimissioni, nessun governo del presidente, ma, piuttosto, un modus operandi inusuale che, da un lato, permetta al Parlamento di prendersi le proprie responsabilità e fare quello che serve (legge elettorale in primis), dall’altro, dare ai mercati e all’Europa un’illusione che il governo c’è, ed è operativo. Poi che individui il nome migliore del suo successore al Colle.

Anche in questa occasione, Napolitano stupisce tutti e risulta, sempre più, uno statista assolutamente lucido e intelligente.

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