14122017Headline:

Occupazione in calo, cresce la disoccupazione giovanile

Jobs Act

Altro che i toni trionfalistici di “Renzi & Co.”, l’Istat ha pubblicato le stime sul dato occupazionale in Italia nel mese di marzo, cioè da quando è entrato in vigore il Jobs Act così tanto acclamato dal governo.

Il tasso di disoccupazione torna a salire a marzo: cresce di 0,2 punti percentuali rispetto a febbraio 2015, arrivando a quota 13,2%. L’Istat precisa che il calo occupazionale arriva dopo un leggero dato positivo registrato a dicembre 2014 e a gennaio 2015. Ecco da dove Renzi aveva preso i dati per incensare il Jobs Act, quando ancora non era in vigore la legge.

La disoccupazione giovanile, invece, sale oltre il 43%, sempre a marzo 2015, facendo registrare un aumento di 0,3 punti percentuali e raggiungendo quota 43,1% quando, a febbraio, era al 42,8%. Grecia, Spagna e Croazia stanno peggio di noi, ma non c’è da esserne fieri, anche perché rischiamo di raggiungerli molto presto.

E, inoltre, calano pure gli occupati. A marzo 2015 gli occupati diminuiscono dello 0,3%, con 59 mila unità in meno rispetto a febbraio. Rispetto a marzo 2014, l’occupazione è in calo dello 0,3% con 70 mila unità in meno mentre il tasso di occupazione scende al 55,5%.

E pensare che nel 2011, quando governava Berlusconi, la disoccupazione giovanile era al 29%, in pratica quasi la metà di oggi.

Non a caso, a quel tempo, lo confermava anche il Partito Democratico.

manifesto PD_ disoccupazione_DEF

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