23092017Headline:

Paura in Francia ed Europa al bivio

La Francia piange ancora i suoi morti e feriti e sembra essere a maggior rischio, seppur in presenza di misure di sicurezza molto elevate a seguito degli attentati di Parigi di novembre 2015.

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Quanto accaduto a Nizza la sera del 14 luglio ha scosso, per l’ennesima volta, il mondo intero. Il metodo di agire è del tutto nuovo, almeno sul suolo europeo: un camion, lanciato a tutta velocità sulla folla, è stato usato come un ‘arma di distruzione di massa’. La Francia piange ancora i suoi morti e feriti e sembra essere a maggior rischio, seppur in presenza di misure di sicurezza molto elevate a seguito degli attentati di Parigi di novembre 2015. La conseguenza è che le misure di sicurezza sono state prorogate di altri tre mesi, come se questo servisse a scongiurare un altro Charlie Hebdo o un altro Bataclan oppure un’altra Nizza.

La situazione di pericolo imminente appare impossibile da evitare, e questo fatto rafforza le posizioni di coloro che chiedono misure di sicurezza ancora più eccezionali e prolungate nel tempo. In Francia l’innalzamento del regime di allerta e di sicurezza si vede più chiaramente, ma si tratta di un trend in crescita in tutta Europa. Questa necessità di maggior sicurezza si traduce in una più alta presenza della polizia e persino di militari nelle strade, accurati controlli negli aeroporti o nelle stazioni ferroviarie. Anche ai posti di frontiera si elevano i sistemi di allerta e sicurezza, tuttavia va ricordato che, a quanto pare, chi ha causato il massacro di Nizza non ha attraversato alcuna frontiera e non ha preso un qualsiasi aereo o treno.

Maggior coordinamento d’intelligence

Quel che servirebbe è un migliore coordinamento tra le forze di sicurezza e dei servizi di intelligence dei paesi europei. Si tratta di una domanda ricorrente che si inserisce nell’agenda politica europea ogni volta che c’è è un attacco terroristico, ma finora poco e nulla è stato fatto.

Gli Stati hanno preferito continuare a lavorare a livello bilaterale (esempio Francia e Belgio) e ognuno pensa per sé.

L’estremismo islamico in Francia

Popolazione di religione islamica in Francia

Popolazione di religione islamica in Francia

Ci si chiede come mai la Francia sia così esposta al problema dell’estremismo islamico. Ebbene, vi è una eloquente propensione alla belligeranza del governo francese, in particolare in Medio Oriente. Questa ‘mentalità’ belligerante non aiuta a imboccare la strada dell’auspicata e necessaria solidarietà da parte della popolazione musulmana, che in Francia risulta essere molto numerosa.

Nella prima dichiarazione, appena dopo i fatti di Nizza, Hollande ha annunciato che le azioni militari francesi (cioè i bombardamenti, ndr) si rafforzeranno in Siria e in Iraq, come se questi due paesi fossero complici di Mohamed Lahouaiej Bouhlel, il pazzo conducente del camion che, tra l’altro, era di origini tunisine, quindi né siriane né irachene. È dagli attentati di Parigi che il presidente Hollande ha voluto rafforzare la presenza militare in Siria e in Iraq, ma ciò non ha impedito che accadessero i fatti di Nizza, il che dimostra che non è da quei paesi che arriva il pericolo.

Se da un lato è vero che lo Stato islamico, o i suoi affiliati come Al-Nusra e Al-Qaeda, sta fornendo alibi e incentivi affinché gli estremisti islamici di tutta Europa colpiscano gli ‘infedeli’ ovunque si trovino, dall’altro lato non dobbiamo dimenticare che gli attacchi finora previsti sul suolo europeo sono stati perpetrati da persone nate o residenti in Europa.

La soluzione, caso mai, dovrebbe prevedere un nuovo e migliore metodo di integrazione, al fine di prevenire e quindi arrestare i processi di radicalizzazione violenta nei quartieri delle nostre città europee, soprattutto in Francia che comprende al suo interno la comunità di fede musulmana più grande d’Europa (oltre il 10% della popolazione).

Aumento dell’odio razziale

C’è il rischio di aumentare ulteriormente i livelli di rigetto nei confronti della popolazione musulmana all’interno delle società europee, e questo potrebbe erodere la coesione sociale e la convivenza pacifica di una società che sta diventando sempre più multietnica. Un recente studio eseguito dal ‘Centro di ricerca Pew’ di Washington, Ente statistico che fornisce informazioni su problemi sociali, opinione pubblica, andamenti demografici sugli Stati Uniti ed il mondo in generale, ha osservato che in alcuni paesi europei il livello di rifiuto nei confronti dei musulmani è aumentato più di dieci punti percentuali in questo ultimo anno. Lo stesso studio ha rilevato che più della metà degli europei associa l’arrivo di immigrati e rifugiati con un aumento del rischio di attacchi terroristici.

I fatti di Nizza smentiscono questo tipo di associazione, ma ciò non cambierà i termini del problema, che aumenterà ulteriormente nei prossimi mesi.

Avanzamento delle destre europee

I movimenti di estrema destra avranno molte più chance nelle prossime campagne elettorali in ogni paese europeo. La Francia avrà ancor più da preoccuparsi in vista delle elezioni presidenziali del prossimo anno, considerando lo stato critico del processo di integrazione europea. Il ‘Front National’ di Marine Le Pen e i vari movimenti di destra degli altri paesi europei, raddoppieranno il messaggio di terrore legato agli immigrati e agli islamici in generale al fine di incassare quanti più voti possibili.

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