20102017Headline:

PD in pezzi, da Vicenza se ne vanno in 5

I 5 fuoriusciti denunciano «una strategia di liquidazione del Pd» divenuto «l’ultima incarnazione del moderatismo italiano».

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PD in pezzi

«Dopo una lunga, approfondita e dolorosa riflessione abbiamo valutato che il nostro percorso all’interno del Partito Democratico sia definitivamente concluso». Con queste parole i membri del Pd vicentino Matteo Cocco, Stefano Poggi, Gigi Poletto, Keren Ponzo e Angelo Turato, Gino Zanni annunciano ai compagni la decisione di lasciare il partito per lavorare ad un più ampio progetto di sinistra alternativa.  I 5 fuoriusciti denunciano «una strategia di liquidazione del Pd» divenuto «l’ultima incarnazione del moderatismo italiano». Tra gli elementi che hanno prodotto una «trasformazione genetica» del partito in «una “cosa” del tutto diversa dalle originarie ambizioni e ragioni» gli ex-militanti citano in particolare l’impossibilità di criticare la figura del “Segretario-Presidente del Consiglio”, le intimidazioni verbali rivolte contro i “dissidenti” interni, l’assoggettamento del Pd agli interessi dei «ceti dominanti» ormai convertito in un plebiscitario «Partito della Nazione» “pigliatutto”.

«Si è volutamente perseguito la strategia di rottamare tutto e tutti – scrivono i firmatari del documento “Fuori dal Pd. Nel mare aperto di un nuovo progetto” – all’insegna della sostituzione del conflitto Destra/Sinistra con il conflitto Nuovo/Vecchio in cui il Vecchio stava sempre a Sinistra e il Nuovo è andato costruendosi inseguendo gli interessi dell’elettorato di destra». Il Jobs Act, l’Italicum, lo “Sblocca Italia”e la riforma della scuola sono solo gli ultimi atti che hanno creato «disaffezione e delusione». I 5 ex militanti democratici propongono quindi di aprire una nuova fase politica fondata sulla giustizia sociale e l’uguaglianza e sulla critica radicale al paradigma neoliberista e alle politiche di austerity. «Il conflitto capitale/lavoro è in parte superato – conclude il documento -: oggi il discrimine destra/sinistra si articola anche lungo la fagliaalto/basso ed elite/popolo (…) L’orizzonte di una società più equa ed inclusiva e quindi multietnica, multiculturale e multireligiosa, l’estensione dei diritti civili e la centralità dell’ambiente completano gli architravi progettuali di una sinistra 3.0, una sinistra del terzo millennio, moderna, giovane, attiva con modalità partecipative e decisionali del tutto innovative. Noi ci crediamo e daremo una mano».

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