20112017Headline:

Per fare bene il Governo deve trovare le risorse, ma anche no!

Il Governo Alfano-Letta

Il Governo Alfano-Letta

Togliere l’IMU sulla prima casa? Bisogna trovare le risorse necessarie!

Restituire l’IMU prima casa pagata nel 2012? Bisogna trovare le risorse necessarie!

Finanziare gli ammortizzatori sociali? Bisogna trovare le risorse necessarie!

Garantire tutti gli esodati? Bisogna trovare le risorse necessarie!

Defiscalizzare il lavoro per le nuove assunzioni di giovani? Bisogna trovare le risorse necessarie!

Insomma, l’elenco è interminabile. Però, a fianco di ogni singola iniziativa è sempre necessario trovare le risorse economiche per poterla mettere in pratica. Di cose da fare ce ne sono a centinaia, serve di tutto e di più, tutte sono urgenti, ma bisogna trovare le risorse necessarie. Questa storia delle risorse da trovare è ribadita sempre più spesso, non solo durante le accese e dinamiche campagne elettorali, usate sovente per “distruggere” le proposte dell’avversario, bensì ora anche dai gruppi di maggioranza del Governo per far “naufragare” l’idea degli schieramenti diversi dal proprio, pur essendo tutti nella stessa e medesima maggioranza.

Berlusconi vuole eliminare l’IMU, ma non si accontenta solo di questo, vuole anche restituire la quota versata dagli italiani l’anno scorso. Per farlo, servono circa quattro miliardi di mancato gettito, solo per quest’anno, più altri quattro miliardi per restituire le somme a chi ne ha diritto. Ha ragione Berlusconi, era uno dei punti salienti del proprio programma e vuole realizzarlo, visto che è al Governo, è assolutamente legittimo pretendere che venga rispettato il volere degli italiani sancito dal voto. Infatti, il PDL ha recuperato consensi proprio grazie a questa storia dell’IMU che, a dirla con franchezza, farebbe comodo a tutti, e pure a me. Però non ci sono i soldi, le casse dello Stato sono vuote e qualsiasi iniziativa, che necessita di copertura finanziaria per essere posta in essere, rischia di non potersi soddisfare mai. La storia delle risorse sta diventando l’ennesima barzelletta all’italiana. Qualsiasi cosa, prima di essere anche solo dichiarata, deve prima indicare l’eventuale “copertura” finanziaria e chi la propone deve saper dire, oltre al problema, dove trovare i soldi per realizzare l’obiettivo della soluzione. Adesso, quindi, non serve più enunciare che il problema esiste. Per affermarlo, con la dovuta serietà da statista, ora si deve precisare anche come trovare i soldi necessari, e non “sparare” a caso il problema e basta.

Ormai tutti stanno dicendo baggianate, vaneggiano attorno a programmi e proposte, più o meno “famose” e “fumose”, solo per farsi vedere belli, preparati e statisti dalle qualità eccelse: se non sai dove trovare le risorse, meglio che te ne stai zitto perché rischi di essere un “populista” (cioè che segui il volere del popolo?). Il primo di tutti questi bellimbusti è proprio Berlusconi, seguito a ruota da Brunetta fino ad arrivare allo stesso presidente del Consiglio Enrico Letta.

Non ci sono soldi, non ci sono risorse, non ci sono denari, euro, grana, danè… insomma, chiamateli come vi pare, ma non ci sono, le casse sono vuote.

Perché non ci sono soldi? A parte chiederlo a me che, se lo sapessi, oggi sarei il presidente del Consiglio o, quanto meno, Ministro dell’Economia, ma credo sia dovuto dal fatto che siamo di fronte a: troppi sprechi, malasanità, corruzione, evasione fiscale, mafia, camorra, appalti truccati, costi della politica, burocrazia strozzante, alcune grandi opere inutili, finanziamenti illeciti, politici e dirigenti ladri, aziende che chiudono, disoccupazione crescente, calo dei consumi, mancati pagamenti (e non solo da parte della PA, in tanti faticano a pagare i debiti e, quindi, incassare i crediti), e molto altro ancora.

Non si esce fuori dalla crisi solo con l’IMU cancellata e/o restituita. Certo, è già un risultato importante, ma con l’IMU non trovi lavoro, non ottieni credito dalle banche, non ti fa andare in pensione, non fa aumentare i consumi, eccetera. Qui è il sistema paese che è saltato, e siamo stanchi di sentire che per garantire gli ammortizzatori sociali servono le risorse, come anche per garantire gli esodati, l’occupazione, il rilancio dell’economia. Le risorse vanno trovate cambiando il “SISTEMA ITALIA”, e bisogna fare presto. Solo mantenere lo Stato servono quasi mille miliardi all’anno, riformarlo appieno non sarebbe davvero una brutta idea, i margini di manovra ci sono. Meno parlamentari, minori stipendi ai politici e ai dirigenti pubblici, zero province, abolire carrozzoni pubblici che non garantiscono nulla se non la casta (vedi le comunità montane senza montagne o marinare senza mare oppure alpine senza Alpi, etc.), vendita di immobili pubblici che non hanno un funzione istituzionale (cioè l’80% degli immobili di Stato, Regioni, Comuni, Province, Enti), e molto altro ancora.

Solo per trovare otto miliardi per l’IMU il Governo dovrà tagliare ancora sul sociale, sulla cultura o sulla sanità oppure, se non vuole aumentare le tasse dirette, dovrà aumentare quelle indirette, cioè le imposte su: tabacchi, alcoolici, benzina, etc. Così facendo, però, da una parte non si paga l’IMU, dall’altra si rischia di spendere uguale, se non addirittura di più, per alimenti, trasporti, ticket e via cantando. E funzionerà uguale per qualsiasi altra iniziativa. In pratica, si usa il sistema dell’agenda Monti, il rigore della Merkel e la rigidità della Troika europea.

Così non va, e questo Governo deve necessariamente guardare oltre, se vuole sopravvivere nel medio periodo (quello lungo lo escludo nel modo più assoluto). Alfano-Letta devono lasciar perdere i giornali, i media, la rete e decidere veramente un cambiamento epocale che si rende necessario per la nostra sopravvivenza: devono riformare lo Stato e la politica, prima di ogni altra cosa. Le risorse, che saranno così liberate, andranno finalizzate per togliere e restituire l’IMU, finanziare gli ammortizzatori sociali, garantire tutti gli esodati, defiscalizzare il lavoro per le nuove assunzioni di giovani, e molto altro ancora!

Serve tempo e serietà, ma sono queste sono le condizioni minime necessarie per superare la mentalità da seconda repubblica, altrimenti rischiamo di tornare indietro. Non tanto alla prima repubblica, ma, peggio ancora, al ventennio fascista.

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