26072017Headline:

Per gli USA la guerra in Siria non avrà mai fine

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L’America non è intenzionata a fermarsi davanti a nulla pur di rimuovere il presidente siriano Bashar al-Assad. Non ci sarà mai la pace in Siria finché Stati Uniti e Israele continuano ad armare e sostenere i gruppi terroristici, tra cui lo Stato Islamico, il Fronte Al-Nusra e altre organizzazioni terroristiche per sconfiggere il governo siriano.

Bashar al-Assad non è il presidente che piace agli USA

Barack Obama vuole un diverso presidente siriano, uno che garantisca alle multinazionali occidentali e alle banche di sfruttare la Siria. Washington vuole un presidente che assicuri le sue politiche come dominatrici nel panorama politico del paese. Per gli americani, quindi, Assad non è il presidente giusto per la Siria.

Ci sono molte ragioni per valutare i motivi che alimentano gli Stati Uniti a insistere nel rimuovere Assad dal potere. Il motivo più determinante è riferito all’Iran; il perché è scontato: ha un’influenza significativa in Medio Oriente e ha una forte relazione con la Siria.

Un ex funzionario del Pentagono, il generale Wesley Clark, in un’intervista resa alla CNN nel 2015, ha affermato chiaramente che: “il gruppo terrorista dell’ISIS è stato creato dagli amici e alleati degli Stati Uniti per combattere contro il Movimento di Resistenza Islamica del Libano (Hezbollah)”.

Recentemente, lo stesso Clark ha rilasciato un’intervista al giornale Democracy Now in cui ha ammesso  che: “l’Iran e la Siria sono parte del progetto americano “7 paesi in 5 anni”, in pratica è un piano che include il controllo statunitense di Iraq, Sudan, Somalia, Libano, Libia e infine Siria e Iran.”

Il perché è ben conosciuto, solo che in occidente ci viene nascosto, ben celato dietro la famosa frase: “Lotta al terrorismo“.

Il controllo sulle fonti energetiche

Gli Stati Uniti non sembrano preoccupati per il popolo siriano e la democrazia violata da parte di un ‘dittatore’ come Assad. Invero si tratta di un interesse legato al controllo geopolitico sulle risorse naturali per arricchire società americane.

Il primo interesse è la politica degli oleodotti, che svolge un ruolo importante in Medio Oriente. A suo tempo Assad aveva rifiutato la costruzione di un gasdotto che attraversi la Siria per farsi strada verso l’Unione europea. Pepe Escobar ha scritto un articolo nel 2015 per la Stategic Cultural Foundation dal titolo ‘Syria: Ultimate Pipelineistan War‘ (Siria: la grande guerra dell’energia) che spiega, con analisi lucide e indipendenti, in merito alle motivazioni che hanno ispirato l’idea di Washington rispetto alla rimozione di Assad. Siamo nel 2009, quando il Qatar ha proposto a Damasco la costruzione di un gasdotto che avrebbe attraversato l’Arabia Saudita, la Giordania e la Siria fino alla Turchia, per fornire il gas all’Unione Europea.

A parte la Siria, gli altri sono tutti paesi ‘amici’ degli Stati Uniti.

Nel 2010 Damasco scelse invece di privilegiare un progetto concorrente, dal valore di dieci miliardi di dollari, per il gasdotto Iran-Iraq-Siria, noto anche come ‘linea energetica islamica’. Il progetto venne prima firmato dall’Iran, poi fallì miseramente perché ebbe inizio la tragedia siriana.

Gli addetti ai lavori sapevano circa l’importanza di un simile ‘corridoio energetico regionale’, e gli USA non sono stati certo a guardare che il progetto si concretizzasse. Il resto è storia moderna.

Petrolio e gas sono sempre stati un fattore importante per tutti i conflitti in Medio Oriente, e molto presto lo sarà anche l’acqua. Il Medio Oriente, ivi compresa la Siria, ha abbondanti risorse naturali (petrolio, gas, minerali di ferro, marmo, etc.), tutte ricchezze che fanno gola a qualsiasi multinazionale dell’occidente e ai propri governi.

Il controllo sull’economia

Un altro fattore importante da considerare è il fatto che la banca centrale della Siria è gestita autonomamente dal governo siriano, non è una dinastia bancaria sottoposta a Wall Street o a qualsiasi altro membro del cartello bancario internazionale che si trova negli Stati Uniti, o nel Regno Unito oppure in Europa. Il governo siriano ha una propria valuta a tasso zero che aiuta, o meglio, aiutava l’economia reale della Siria in termini di lavoro e produzione. Il governo siriano forniva crediti senza interessi per aiutare le persone a finanziare le loro piccole imprese, le abitazioni, gli studi dei propri figli e per numerose altre iniziative. La Siria è anche priva di debito pubblico, per cui fuori portata dagli artigli del Fondo Monetario Internazionale (FMI), ente che ha ridotto sul lastrico e in schiavitù numerosi paesi, soprattutto quelli europei, Grecia in primis.

Il credito senza interessi garantito in Siria è un’alternativa a un sistema bancario basato sull’usura. Una soluzione forte e socialmente rilevante, al contrario di chi fa dell’usura un mestiere, cioè i cartelli bancari in stile JP Morgan, Goldman Sachs, FMI, la Banca Mondiale e consimili. Queste ultime non fanno altro che accumulare enormi debiti, poi impossibili da ripagare, e per questo necessitano di sostegno pubblico. Quando l’intervento pubblico diventa altrettanto insostenibile si privatizza, si costringe il governo a vendere beni pubblici per pagare i debiti delle banche o applica misure di austerità, tagliando le pensioni dei cittadini, i servizi sociali e altri benefici oppure aumenta le imposte su quasi tutto. Si diventa così “schiavi del debito“.

Gli Stati Uniti, invece, hanno trovato una soluzione diversa per risolvere la crisi del debito e delle banche: cercano altrove i soldi necessari, dalle ricchezze di altri paesi, come il Medio Oriente, per esempio.

USA: esportatori di democrazia?

Secondo il governo degli Stati Uniti una democrazia ideale in Siria è una “Siria senza Assad“, come lo era un “Iraq senza Saddam” o una “Libia senza Gheddafi” o ancora, un “Egitto senza Mubarak”. In realtà Washington non è alla ricerca della pace in Siria, bensì vuole manipolare politicamente ed economicamente il paese. Finché non gli riesce, continuerà ad armare e sostenere l’ISIS e altre organizzazioni terroristiche.

Fino a che punto Washington vuole spingersi?

L’evidenza è chiara: il governo degli Stati Uniti farà di tutto, anche se significa armare e sostenere i terroristi per obiettivi geopolitici.

In pratica, una pazzia.

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