23012018Headline:

Sempre più confusione sui Marò

Oltre un anno fa la petroliera italiana Enrica Lexie viaggiava al largo della costa del Kerala, India sud-occidentale, in rotta verso l’Egitto. A bordo c’erano una trentina di persone, tra cui sei Marò del Reggimento San Marco con il compito di proteggere l’imbarcazione dagli assalti dei pirati: un rischio effettivo in quel tratto di mare, non c’è alcun dubbio.

Poco lontano dalla Enrica Lexie transitava il peschereccio indiano St. Antony, trasporta una decina di pescatori. Tutti, all’Enrica Lexie sono convinti di essere sotto un attacco pirata, i Marò sparano contro la St. Antony e uccidono due pescatori innocui: Ajesh Pinky di 25 anni e Selestian Valentine di 45 anni. Quando la St. Antony riporta l’incidente alla guardia costiera, i militari del distretto di Kollam ha contattato via radio l’Enrica Lexie chiedendo se fosse stata coinvolta in un attacco pirata. Dall’Enrica Lexie confermano, a seguito di ciò, viene chiesto loro di attraccare al porto di Kochi. La Marina Militare italiana aveva suggerito caldamente di non aderire alla richiesta, di non attraccare a Kochi, ma il comandante della Enrica Lexie risponde solo all’armatore e ubbidisce all’ordine indiano attraccando al porto per poi consegnare i due Marò alle Autorità locali.

Da quel momento la confusione del governo di Mario Monti regna sovrana, e continua ancora oggi.

In molte occasioni i due Marò sono stati trattati da eroi anche, e non solo, dal Capo dello Stato che li ha ricevuti, abbracciati e baciati. Ma loro sono colpevoli di omicidio, hanno davvero ucciso due pescatori innocenti scambiandoli per pirati, sparando da una nave che non si trovava affatto in acque internazionali, ma vicina alla costa indiana. Per di più, una volta arrestati non hanno trascorso un solo giorno in carcere ma sono stati sempre ospitati in strutture confortevoli e hotel di lusso.

E allora, di cosa stiamo parlando?

Il governo italiano ha ammesso che il fatto (intendevo dire l’omicidio) è stato effettivamente compiuto per errore (sempre di crimine si tratta) e, intanto, ha provveduto in via extragiudiziale a risarcire le famiglie delle vittime, versando loro 300mila euro ognuna. Le famiglie dei due pescatori, però, non sono stati ricevuti, abbracciati e baciati dal nostro Capo dello Stato.

Ora, il problema principale è garantire ai due Marò il giusto processo.

A questo punto, sarà cosa buona e giusta che siano giudicati in Italia e, nel frattempo, vengano incarcerati nelle nostre prigioni invivibili, sporche e incivili? Oppure è meglio che siano processati in India, tra l’altro, con un trattamento di riguardo e con i guanti essendo serviti, riveriti e “trattenuti” negli hotel di lusso o presso il palazzo dell’Ambasciata?

Non importa dove, purché trionfi la giustizia, senza confusione e, soprattutto, senza l’ipocrisia mediatica di giornali, TV, politici, istituzioni, governo e via cantando. I due Marò non sono eroi, diciamolo una volta per tutte. Hanno ucciso due persone, hanno rovinato la vita di due famiglie, hanno fatto pagare allo Stato, quindi a noi tutti, milioni di euro. Non giudico, non sono titolato a farlo, ma esprimo il senso di vergogna. Questa vergogna la provo sia quando mi trovo di fronte a fatti che vedono Berlusconi alle prese con i suoi BungaBunga. Di contro, provo lo stesso quando vedo il Capo dello Stato che riceve, abbraccia e bacia i due Marò che, anche fosse per errore, hanno comunque ucciso due persone innocenti.

Tutto il resto, è solo confusione.

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