12112019Headline:

Siria: una catastrofe orchestrata dagli Stati Uniti

È del tutto erroneo che i curdi siano stati “traditi” dagli americani. In verità i curdi e gli americani si sono aiutati a vicenda nella guerra siriana, ognuno per i propri fini.

Però i curdi hanno qualche ragione dalla loro parte, di fatto cercavano il modo di conquistare il nord della Siria per darsi una terra. Altro discorso sugli americani; rei di aver creato in Siria una vera catastrofe con la complicità dei suoi alleati regionali: l’Arabia Saudita e Israele.

Per i sauditi l’acredine contro il governo di Assad si basa sul fatto che la Siria è governata da quella che è considerata dai musulmani sunniti tradizionali come una minoranza eretica, gli alawiti, la cui alleanza con l’Iran sciita rappresenta una minaccia per l’influenza saudita nel mondo arabo-musulmano.

Mentre per gli israeliani la Siria rappresenta la minaccia posta dalla Tripla alleanza: Iran, Siria e la milizia Hezbollah libanese. Un’alleanza che viene chiamata la “Mezzaluna Sciita”. La destabilizzazione e la distruzione della Siria avrebbero, dal punto di vista di Israele, raggiunto tre obiettivi. In primo luogo l’indebolimento dell’influenza iraniana nella regione. In secondo luogo, l’isolamento di Hezbollah, il gruppo militante sciita, creato dalle braci dell’invasione israeliana del Libano nei primi anni ‘80, che è stato responsabile del ritiro dello Stato ebraico dal sud di quel paese in due occasioni. È Hezbollah che ha impedito l’obiettivo di lunga data di colonizzare il Libano a sud del fiume Litani. In terzo luogo, una Siria fratturata significherebbe da un punto di vista israeliano che nessuno Stato successore avrebbe fatto una richiesta legale per il restauro delle alture del Golan, che è stato annesso illegalmente nel 1981.

L’obiettivo di Israele è sempre stato quello di balcanizzare i suoi vicini arabi musulmani, e l’influenza duratura della sua lobby negli Stati Uniti è il fattore dominante in questa impresa che ha fornito ai sauditi il ruolo di finanziare il jihadismo anti-Assad con l’insurrezione iniziata nel 2011. Israele, da parte sua, ha fornito assistenza medica, logistica e finanziaria ad alcuni di questi fanatici jihadisti e ha colpito le forze di Assad per indebolire lo sforzo siriano nel combatterli.

È utile ricordare un documento declassificato della Defense Intelligence Agency (DIA) degli Stati Uniti diffuso nel 2012 che ha ammesso di aver voluto creare un Principato salafita, dichiarato o non, nella Siria orientale. Il cosiddetto Stato Islamico (IS) e altre milizie orientate agli islamici fungevano da esercito per procura degli Stati Uniti al fine di raggiungere questo obiettivo.

Ma l’intervento russo con l’aiuto dei soldati iraniani e degli Hezbollah – tutti invitati sul suolo siriano dal governo legittimo del paese – ha battuto la minaccia posta dall’IS. Gli americani, la cui presenza in alcune parti della Siria è addirittura illegale, hanno reagito armando, addestrando e fornendo assistenza militare alle milizie curde YPG promettendo loro che avrebbero conquistato un territorio al nord della Siria, ricco di petrolio. Infatti, molte delle basi statunitensi erano state posizionate strategicamente per impedire l’avanzata dei militari siriani e delineare i confini del nuovo Kurdistan.

Ormai si è capito che i turchi non tollerano la creazione di uno Stato curdo indipendente al proprio confine. Inoltre, i membri dell’YPG, con sede in Siria, operano anche come guerriglieri per il PKK con sede in Turchia, un gruppo visto dai turchi come organizzazione terroristica.

I turchi non sono ovviamente innocenti per quanto riguarda la guerra siriana. Facevano parte dello sforzo originale statunitense-saudita-israeliano per rovesciare il governo di Assad. La Turchia ha fornito una via attraverso la quale i combattenti jihadisti potevano infiltrarsi nei confini della Siria. L’Alto Comando dell’Esercito Turco fornì a questi mercenari assistenza e addestramento. Non solo, quando l’IS iniziò a ritagliarsi il suo principato nella Siria orientale, con l’approvazione dagli Stati Uniti e i suoi alleati, i turchi facilitarono la creazione di questo nascente califfato acquistando petrolio sfruttati da giacimenti petroliferi precedentemente sviluppati dal governo nazionale siriano. Va ricordato il ruolo svolto dai membri della famiglia Erdogan in questo commercio illecito.

Ma nemmeno i curdi hanno le mani pulite!

Dall’esame dei fatti è certo che i curdi, che sono l’8% della popolazione siriana, miravano alla conquista di un territorio indipendente e autonomo nella Siria orientale, per farlo le milizie curde hanno “ripulito” etnicamente la regione, di fatto assassinando quella che era la popolazione musulmana araba e le comunità assire cristiane. Come detto, il ruolo principale dei curdi è stato quello di ritagliarsi un pezzo di territorio siriano, quindi la decisione di armare i curdi da parte degli americani di Trump era stato visto come il modo più veloce per impadronirsi di Raqqa, la capitale proclamata dallo Stato Islamico.

Questa decisione di aiutare i curdi ha determinato l’opposizione della Turchia.

Ora i curdi si sono resi conto di aver sbagliato strategia, invero sarebbero stati più al sicuro se avessero unito le forze con il governo legale e laico della Siria nella lotta contro i jihadisti di al-Qaeda, al-Nusra e dell’IS.

Ma hanno fatto male i loro conti. Alcuni accusano i curdi dell’epoca ottomana di aver facilitato il genocidio degli armeni cristiani all’inizio del XX secolo, come mezzo attraverso il quale potevano ottenere uno stato proprio, ma gli è stato negato. E ora, nel pieno del XXI secolo, sembra certo che gli sarà negato anche in questa occasione.

Coloro che sostengono che i curdi sono stati “traditi” dagli americani, lo fanno in gran parte per non conoscere dei fatti più ampi. Ciò non significa che vanno sterminati per questo, anzi, i turchi hanno invaso un territorio sovrano e attaccato un popolo senza essere stato minacciato in alcun modo.

La Turchia va condannata e va fermata.

I curdi hanno diritto di esistere, di sbagliare e di difendersi, su questo non ci piove.

Lindsey Graham, una senatrice americana, ha dichiarato: “I più grandi perdenti per le decisioni di Trump sono i curdi e Israele”.

Anche in questo caso gli Stati Uniti, esportatori di democrazia e libertà, hanno fatto disastri conducendo i propri alleati a una disfatta che un giorno scriverà la vera storia americana come una nazione conflittuale, arrogante e con mire di dominio assoluto.

Nemmeno Hitler forse mirava a tanto.

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