20102017Headline:

Tsipras: ‘inaccettabili e assurde le richieste UE’

Il premier greco chiede una “soluzione globale” e non solo un accordo con i creditori.

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Tsipras interviene in Parlamento

Tsipras interviene al Parlamento greco

Il primo ministro greco Alexis Tsipras ieri 5 giugno ha affrontato in Parlamento la situazione a seguito del rigetto dell’ultima proposta greca da parte della UE e per ricevere il sostegno politico per opporsi alla firma di un accordo non condiviso. Il leader di Syriza non ha annunciato la possibilità di elezioni anticipate o di referendum oppure di uscire dall’euro, il suo è stato più un discorso alla nazione che non una relazione sullo stato delle trattative. Tsipras, senza mezze misure, ha definito “inaccettabili, irreali e assurde” le richieste di Bruxelles evidenziando una “notevole distanza” tra le posizioni che risultano “inconciliabili“.

Tsipras ha lanciato un chiaro avvertimento ai partner europei:

“Siamo alle fasi finali di questo difficile negoziato, noi non abbiamo bisogno di un accordo, ma di una soluzione completa e globale per il bene della stessa Grecia e dell’Europa intera e per porre fine, una volta per tutte, sull’incertezza della situazione greca”.

Poi ha aggiunto:

“È ora di smettere di parlare dell’uscita dall’euro, la nostra proposta è all’interno dei parametri europei ed è l’unico piano realistico perché in sintonia con il mandato popolare ricevuto dalle urne e per le nostre esigenze, le uniche che mi sento di rappresentare”.

Tsipras ha ricevuto più di qualche applauso, soprattutto quando ha dichiarato che:

“La nostra proposta si basa principalmente sull’obiettivo di avanzi primari più bassi, ma i nostri temi principali rimangono gli stessi: la possibilità di una revisione definitiva del debito; la tutela delle pensioni e degli stipendi; il recupero dei contratti collettivi e un pacchetto di soluzioni per la ripresa economica che sia volta al bene sociale e non all’austerità fine a se stessa.”

Il premier greco, nella fase conclusiva del suo discorso, ha ribadito:

“La decisione di raccogliere tutti i pagamenti del FMI a fine mese dimostra che nessuno in Europa vuole rompere il confronto, ma la trattativa potrà essere conclusa solamente sulla base del nostro programma di riforme”.

Non si può dire che Tsipras abbia chiuso la possibilità di un accordo con i creditori, ma ora tutto si complica, il che fa presupporre che la strategia di Tsipras, nel richiedere e ottenere lo spostamento delle scadenze nei pagamenti a fine mese, sia stata posta in essere per avere il tempo necessario nella ricerca di soluzioni alternative per la Grecia. Non a caso il primo ministro greco, sempre ieri, ha parlato al telefono con Vladimir Putin sulle questioni energetiche e per una cooperazione economica. La Grecia, quindi, sta valutando di accettare la proposta russa di aderire alla banca BRICS, come ha annunciato il ministro delle attività produttive e per l’energia greco, Panayotis Lafazanis. La banca NDB BRICS è un’istituzione finanziaria nata dagli accordi raggiunti il 15 luglio 2014 fra le cinque principali economie mondiali emergenti: Cina, Russia, India, Brasile e Sudafrica. L’obiettivo di questo organismo finanziario è quello di scalzare il ruolo preminente degli USA e dei paesi europei e, nel contempo, abbattere il predominio valutario del dollaro.

In un momento in cui i rapporti fra la Grecia e l’Europa potrebbero subire un’empasse, a seguito della mancanza di un accordo, il riavvicinamento con Mosca è considerata una risorsa alternativa essenziale per il governo ellenico, a partire dall’inizio dei lavori per il gasdotto Gazprom, un progetto elaborato da Tsipras con la Russia di Putin e da sempre osteggiato dagli Stati Uniti.

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