14122017Headline:

Un best seller inspiegabile

bisignani-madron-libro-241278L’uomo che sussurra ai potenti, libro pubblicato da Chiarelettere, promette rivelazioni clamorose, ma vengono subito smentite. Ed è comunque un best seller.

Non mi diverte screditare altri autori o case editrici, ma in questo caso affermare che sono basito è poco. Parlo del libro, considerato una vera e propria rivelazione “divina”, di Luigi Bisignani e Paolo Madron: L’uomo che sussurra ai potenti”, pubblicato da Chiarelettere (la casa editrice di Marco Travaglio e dei tizi de Il Fatto Quotidiano).

Un libro, si dice, che ha svelato molti altarini e che ha coinvolto parecchi personaggi pubblici, da Scalfari al Papa. Ma gli aspetti maggiormente deflagranti sono quei passaggi riferiti alle vicende interne (e segrete, ma sembra nemmeno così tanto) nel Pdl in merito alle “presunte” rivelazioni sull’attuale vicepremier e ministro degli Interni Angelino Alfano e quelle sull’ex presidente del Senato Renato Schifani, attuale capogruppo Pdl al Senato. Bisignani parla di loro come di “piccoli uomini creati da Berlusconi dal nulla e improvvisamente convinti di essere diventati superuomini. Schifani e Alfano lavoravano alla costruzione di una nuova alleanza senza Berlusconi. Si montavano a vicenda senza capire che quando è ferito Berlusconi dà il meglio di sè“. Bisignani, rispetto ad Alfano scrive: “Una volta incoronato nel 2011, contro il parere di tanti ha pensato soprattutto a costruire un monumento a se stesso“. Infine, l’autore principale del libro li definisce due “Giuda” che avrebbero tramato contro Silvio Berlusconi.

Ma, quest’ultimo, smentisce tutto e rinnova la sua totale fiducia ai due colleghi di partito. Lo stesso Silvio Berlusconi è intervenuto per sostenere l’ottimo rapporto fiduciario che lo lega ai due esponenti azzurri: “Desidero rinnovare la mia fiducia totale a Renato Schifani, ad Angelino Alfano  e agli altri amici chiamati in causa, perché mai mi hanno fatto mancare, anche nei momenti più delicati, il loro sostegno. A loro  sono legato ormai da molti anni da una stima, da un’amicizia e da un  affetto che non sono mai venuti meno. Continuo insieme a loro ed in   totale sintonia la comune battaglia politica nell’interesse del Paese”.

A questo punto mi chiedo dove stanno tutte queste rivelazioni esclusive o i segreti così devastanti? Anche se fosse tutto vero, pur in presenza di una smentita, magari per strategia, dei diretti interessati, ci vogliono le prove di quello che si asserisce. Non si spara a casaccio solo per far diventare il libro un caso letterario se non si dispone di fonti certe e verificabili. Tutti sono capaci di creare il gossip e lo scoop su fatti inesistenti e inventati. Tanto, cosa vuoi che importi, in Italia prima che qualcuno creda alla verità passano decenni, e le bugie sono sempre quelle più “ghiotte” e sono anche le più facili da “credere”. A questo punto è palesemente legittimo pensare che anche altre “rivelazioni”, contenute nel predetto libro, siano false o, quanto meno, poco documentate, se non addirittura inventate di sana pianta, tanto per ingrossare e ingrassare il volume.

Anche il stra-best seller “Sua Santità. Le carte segrete di Benedetto XVI” di Gianluigi Nuzzi (guarda caso, sempre pubblicato da Chiarelettere) è un esempio di editoria-spazzatura. Per carità, lui ha le carte segrete per davvero, quindi il fatto è documentato. Strano, però, che proprio dopo l’uscita del libro emerga un fatto clamoroso: si scopre che il maggiordomo del Papa ha rubato delle carte segrete dagli appartamenti papali e, per tale atto, è stato condannato (in pochi mesi, non anni come in Italia) per furto e riciclaggio dal Tribunale del Vaticano. Nel frattempo, il buon Nuzzi incassava denaro sonante dalle vendite del libro in questione. Diritto di cronaca, così ha definito Nuzzi la pubblicazione del suo libro. Nessuno ha mai chiarito se le carte segrete siano o meno le stesse rubate dal maggiordomo.

Mi spiace, ma questo metodo di creare artatamente il caso letterario dell’anno, non mi trova concorde. Ben per chi lo fa, se guadagna fior di denaro, ma la libertà di stampa o il diritto di cronaca non passa attraverso questo metodo editoriale. Sbaglierò, ma la penso così.

Leave a Reply

You must be Logged in to post comment.